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Senso di catastrofe


 

La voragine Italia

Senso di catastrofe. Notizie di grande impatto vengono costruite con affanno da giornalisti che ‘tengono’ al loro posto. Politici sudati, con gli occhi sbarrati, in preda a convulsioni esoteriche dove i demoni dei loro incubi si fanno materia. Ha paura il popolo, perché teme il potere acquisito di questi uomini-demoni. Potrebbero reagire con un colpo di coda e farci più male di quanto ci abbiano fatto fin’ora.  Hanno paura i politici, perché sentono che il popolo è stanco della loro arroganza. Si sentono in un angolo. Ma hanno mezzi potenti, come il danaro e le Forze dell’Ordine dalla loro parte. Esprimono quella falsa sicurezza nei loro discorsi, perché loro hanno capito di cosa abbiamo bisogno. Ci hanno messo qualche mezzo secolo, ma lo hanno capito, e adesso ce lo vogliono dare. Ma non si può accettare che la gente li tratti così male, non si possono considerare tutti dei ladri. Non lo sono. Anzi, se qualche cosa l’hanno fatta è perché non si poteva fare altro, il sistema non lo hanno inventato loro, ci si sono trovati. Ed hanno dovuto accettare altrimenti… altrimenti.. altrimenti… Cosa sarebbe accaduto se qualcuno avesse detto prima che tangenti e sprechi erano la norma?  Se qualcuno lo avesse detto, prove alla mano, sarebbe stato un eroe. Ma gli eroi sono difficili da trovare. E non sempre possono viaggiare con l’autoblu. Assistiamo all’ennesimo teatrino politico con la certezza che nessuno di loro ci porterà fuori dal fango in cui ci hanno portati. Hanno anche la certezza che cadranno anche loro, ma intanto continuano a recitare lo stesso copione.  Senza meditare su nulla, ma ragionando su tutto. Quando avevo vent’anni, avevo letto queste parole e le avevo copiate sulla mia agenda. Le ho rilette migliaia di volte, e sono sempre valide come allora. So che anche loro le conoscono. Ma le ‘sentiamo’ sicuramente in modo diverso.

Domani, domani e domani, scivola a piccoli passi, giorno per giorno,

fino all’ultima sillaba del tempo prescritto,

e tutti i nostri ieri han rischiarato, folli, la via alla morte polverosa.

Spengiti, spengiti, breve candela!

La vita non è che un’ombra che cammina, un povero attore che si pavoneggia sulla scena,

per un’ora, e poi non si ascolta più:

una favola raccontata da un’idiota,

piena di rumore e di furia,

che non ha senso alcuno.

(William Shakespeare)

 

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