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Buona Pasqua


 

cudduraci           Pardule

Nei piccoli centri, nei paesi dimenticati, quelli che non hanno materie prime che arricchiscono gli avidi, si svolgono ancora riti pagani dai significati dimenticati. La Pasqua, come tante altre festività religiose, si tingono sempre di un qualcosa di arcaico, e non si sa più, per molte di queste usanze, dove sono nate e perché. La Tradizione dei dolci e dei cibi, persiste alla storia, alla cultura, per rimanere agganciati a qualche parte ancestrale nel cuore di gente semplice. Spesso si dice che le tradizioni si stanno perdendo, ma non è così. Perdono le tradizioni popolari quelli che vanno a vivere nelle grandi città, dove il business delle multinazionali del cibo dettano le regole, ma nei piccoli paesi dimenticati, permangono e si rianimano  ogni anno, riportando in luce gli stessi riti che a cuore attento, prendono valore inestimabile. In questi giorni, come ogni anno, vivendo in Sardegna, in famiglia si fanno le pardule, dolcetti di formaggio trattato in maniera particolare. Ma quello che mi ha portato a scrivere questo post, è stato l’improvviso ricordo di un quasi-dolce, che faceva mia madre, quando ancora bambino, vivevo in Calabria. Era un dolce sicuramente molto povero, perché era fatto con la stessa pasta di pane, con aggiunto un po’ di zucchero, buccia di limone grattugiato, e qualche goccia di liquore, per chi ne aveva. Non era sicuramente la grande bontà del dolce a creare l’attesa che fosse cotto, ma il piacere di avere ognuno di noi bambini, il nostro personale dolce, con l’uovo sopra. Si chiama cudduraci e riempiva il locale dove c’era il forno a legna, di  un profumo unico, che non era solo quello del pane, ma si sentiva anche l’odore dell’uovo, che nel forno, diventava uovo sodo. Ma in quei giorni, gli odori di dolci erano molti, perché mia madre ne faceva di ogni tipo. Ecco, quando penso alla Pasqua, penso a questo, non mi sovviene il senso di un uomo che muore in croce. Piuttosto mi viene appare l’idea della famiglia, del gruppo che vive insieme ed insieme si sostiene, infatti, per fare i dolci, c’erano sempre zie e parenti, e la festa era questa unione che rallegrava enormemente, dimenticando affanni e sofferenze. Profumo di vita che permane in chi lo ha vissuto. Buona Pasqua a tutti!!

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