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sentieri


 

dalai lama

 

Non si può considerare un sentiero iniziatico alla stregua di una religione. Sono cose separate, seguono percorsi diversi e scopi diversi. Una religione crea icone da adorare e venerare, un via iniziatica crea icone che sono parte di se stessi. La preghiera, benché rimanga una forte liberazione emotiva, la si rivolge per ottenere qualcosa, che sia per se o per gli altri, poco importa, lo scopo è quello di ottenere qualcosa per qualcuno o anche per tutti gli esseri senzienti. Il silenzio dell’iniziato, invece, deve percorrere l’intera capacità interiore per esprimersi dall’altra parte di ciò che siamo.  Questo silenzio è ciò che l’iniziato esprime in un atto di potenza interiore, lasciato scorrere nello strato più sottile del proprio essere, senza essere più cosciente di essere tale. Questa è la preghiera che supera ogni ostacolo e viene ascoltata da chi ascolta. Ho letto preghiere veramente bellissime, oltre a quelle note in diverse religioni, ed alcune toccano veramente il cuore con fortissima emotività. Ma è, appunto, emotività. Nello scorrere dell’esperienza diretta di questa vastità, che definisco spirituale, perché non ho un termine più preciso, ciò che accade deve essere libero da ogni condizionamento, e per realizzare questo stato non basta realizzare il silenzio dello stato mentale. Si deve andare ancora più in profondità. Questa profondità è un’esperienza, o la si  fa direttamente, o non si capirà mai di cosa sto parlando. Va oltre le spiegazioni possibili, è proprio un’esperienza che quando tenti di spiegarla sai che non puoi farlo, ed allora taci. Il punto fondamentale rimane l’avere iniziazioni da maestri che hanno realizzato quanto stanno dando, solo attraverso la trasmissione diretta si possono aprire i canali necessari all’esperienza di quanto si pratica. Oggi accade che i maestri siano tantissimi, e che in ogni città, più o meno, arrivino grandi maestri. Ma raramente arrivano maestri che danno iniziazioni complete su pratiche di una certa importanza. Questo anche perché un maestro che ti da una certa iniziazione,  deve poi farsi carico di seguirti. Non può darti una iniziazione se poi non ti segue nel momento del bisogno. E’ necessario un contatto diretto e che abbia una certa costanza. Se noi vediamo il nostro maestro una volta all’anno, o ogni due anni, anche se riceviamo grandi insegnamenti, staremo a scervellarci per mesi e mesi su qualcosa che pensiamo sia corretto, mentre non lo è. Il maestro deve dare conferme e correzioni di rotta quando si entra in certe iniziazioni, ed è per questo che in Italia si hanno pochi iniziati di grande esperienza. Le difficoltà sono molte, e non tutti possiamo abbandonare tutto per vivere da monaci o in un monastero. Quindi, per quelli come me, è importante capire bene quanto appreso. Accettare consigli da meditanti più esperti, e quando possibile, stare con il maestro e tempestarlo di domande. J

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