• Visita il mio sito!

  • Annunci

Percorsi


new-zealand-scenery-wallpapers-collection_1920x1080_85415

Quando ci troviamo a dover guardare a quanto abbiamo fatto fino adesso, ci accorgiamo che sicuramente, qualcosa non l’abbiamo fatta. Ci accorgiamo anche di aver fatto qualcosa che non avremmo dovuto fare. In entrambi i casi, guardiamo ai fatti come ad una sconfitta, ad un errore, ad una mancanza. In un certo senso, questo ci da la misura della nostra umanità, intesa come un qualcosa di non compiuto, di non finito, di non perfetto. Sappiamo di non esserlo, sappiamo di avere mancanze, per questo continuiamo ad apprendere, sia dalle esperienze dirette che dalle letture. Per i giovani, la causa può essere la mancanza di esperienze, per i meno giovani, può essere un mancato apprendimento esperienziale. Sappiamo di fare le esperienze che il nostro percorso di vita ci mette dinanzi. Sappiamo di affrontare e superare, quando ci è possibile, gli ostacoli che la vita ci pone dinanzi, ma sappiamo anche che le nostre esperienze non sono tutte le esperienze. Ognuno vive le proprie, in base al proprio karma, alla propria condizione di nascita. Così ci è difficile capire chi vive esperienze distanti dalla nostra. Non misuro quanto sia profonda o felice, o dolorosa, l’esperienza mia o di altri, mi posso basare soltanto sulla mia esperienza, sul mio modo di percepire gli altri, di cercare di capirli, ma è difficile capire lo stato d’animo degli altri. Questo perché le nostre esperienze sono proprio limitate a quanto riusciamo a vivere ed a quanto riusciamo ad essere aperti nei confronti degli altri. La sofferenza è diffusa nel mondo più della gioia, e prendere coscienza di questo è già di per se doloroso. Spesso mi chiedo cosa posso fare per gli altri, per aiutare, per fare qualcosa di utile di questa vita, e trovo anche risposte che mi spingono a continuare a leggere, studiare, seguire maestri di saggezza, vivere esperienze che mi possano far capire, ma non basta, non basta mai. Mi ritrovo sempre un passo indietro al momento in cui sentirmi capace. Agisco, opero, faccio, trasmetto, eppure rimane sempre un senso di mancanza, di qualcosa che non ho ben capito, di qualcosa che non ho ben dato. Allora mi chiedo dove mi perdo, dove manco, dove devo agire per migliorare, e ricomincio a scavare nei fossati della mia mente, nel silenzio di una meditazione, o nelle pagine di un libro, o parto in viaggi per incontrare un maestro che possa illuminarmi. Nulla di tutto questo mi affatica però, anzi, mi da energia, forza, caparbietà. Se altri hanno capito, perché io non posso? Se altri sanno, perché io non devo sapere? A volte mi spingo oltre quelle che ritengo siano le mie possibilità, e spesso ne esco abbattuto, ma mai sconfitto, perché più tardi, so che ricomincerò, e che rifarò un altro percorso, un’altra strada e che prima o poi troverò soluzione. Devo solo superare ciò che la mia mente chiama insuperabile. E continuo, senza posa.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: