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Il silenzio profondo


nonno e nipoti

Viviamo in un mondo di comunicazione. Siamo bombardati dalla comunicazione. Se ci fate caso, è quasi impossibile riuscire a trascorrere un intero giorno senza sapere nulla di nuovo. La nostra mente è continuamente sollecitata a scoprire qualcosa di nuovo che ancora non sapevamo, e, possibilmente, riferirla tra i primi. Chi arriva per primo non vince un premio, ma soddisfa il proprio ego, e ne gode, in qualche maniera. Non si fa per scopi particolari, è il nostro tempo, tutto ci indica che dobbiamo essere informati, altrimenti restiamo indietro. Eppure non siamo ugualmente soddisfatti, abbiamo sempre qualche accidente che ci scorre tra i pensieri. Spesso, le informazioni non ci sono gradite, specialmente osservando il clima politico attuale. La comunicazione attuale deve contenere agitazione. Deve agitare la mente, tenerla in allarme. Alcuni non ce la fanno, e rinunciano alla stessa vita. So di non poter fare molto per aiutare gli altri, perché io stesso, a volte, cado in questa trappola. Eppure c’è qualcosa che può aiutarci, ed è il vivere serenamente con chi ci sta attorno. Ma è difficile. Leggevo da qualche parte che ogni giorno, nella nostra mente, si presentano all’incirca sessantamila pensieri. Arrivano, si presentano, e svaniscono. Siamo sempre in azione. C’è però un momento in cui i pensieri rallentano, quasi si fermano. E’ un momento che pochi riescono a vivere. Ogni giorno abbiamo diverse possibilità di entrare in questi momenti. Ma siamo troppo presi dai pensieri e dagli obiettivi per rendercene conto. Sono i momenti in cui ascoltiamo gli altri. Se ci badate, quando qualcuno parla con voi, e volete dargli attenzione, vi accorgerete che i vostri pensieri si diradano, fin quasi a svanire. Siete totalmente coinvolti in quanto state ascoltando. Non ha importanza quanto ciò che sentite sia lungimirante o nuovo, ha importanza il fatto che quella persona ha richiesto la vostra attenzione. Ascoltare diventa una magia. Le parole che ascoltate vi penetrano dentro e occupano tutto lo spazio della vostra mente. I vostri pensieri si ferma, e voi state assaporando qualcosa di speciale senza pensarci. L’ascolto diventa un nostro sentimento. E’ nell’ascolto degli altri che troviamo pace. Appare incredibile, ma è così. Quando dedichiamo la nostra totale attenzione agli altri, stiamo rinascendo, stiamo recuperando energie. Questo modo, era utilizzato fino oltre la metà del secolo scorso, quando ascoltavamo, incantati, i racconti dei nostri nonni. Ci facevano crescere mantenendo la nostra mente in silenziosa tensione. Pronti a spaventarci o a sorridere. Facendoci così, assaporare il silenzio della mente, senza che loro stessi ne fossero coscienti. Ascoltare in silenziosa mente, ci porta sempre più in profondità, sempre più vicino a noi stessi. E non è necessario trovare un nonno per farlo, basta un amico, e tutti gli amici hanno bisogno di essere ascoltati.

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7 Risposte

  1. Condivido parola per parola e ti ringrazio per quanto hai scritto.
    Ascoltare.
    Ecco, cosa devo riuscire a fare: ascoltarmi\ascoltare.

    buonecose Pietro
    ciao
    .marta

    • Grazie a te. Ascoltare è qualcosa che ci hanno fatto un po’ odiare a scuola, con le sgridate degli insegnati quando eravamo distratti. Obbligandoci ad ascoltare, ci è passata la voglia di farlo. Un insegnamento andato male. 🙂

  2. La capacità di ascolto, nel mondo del lavoro, è vista da molti selezionatori come un difetto: se non sai aggredire il mondo, non puoi dominarlo. Più sei aggressivo, attivo, presente e frenetico, più sei visto come un elemento “utile” all’azienda e alla produttività. Se ascolti, sei passivo
    Eppure, a distanza di mesi, io ancora mi chiedo chi è che sbaglia davvero: per me senza ascolto non c’è crescita, elaborazione di pensiero, ricerca di soluzioni. Nella vita come nel lavoro, ritengo l’osservazione e l’ascolto fondamentali: la comunicazione non è bidirezionale, in fondo? Come si può comunicare se ci si limita ad intervenire senza ascoltare?
    Mi piacerebbe che molti entrassero nell’ottica di pensiero che proponi tu: sarebbe un mondo più rilassato e collaborativo. E produttivo, secondo me (e scusa per l’off-topic sul lavoro!) 🙂

    • Il tuo accenno la mondo del lavoro non è del tutto fuori luogo. Ho letto un libro, (adesso sono fuori casa e non ho il titolo) dove si parla proprio di un nuovo modo di concepire il lavoro, dove l’emotività, l’ascolto e l’attenzione, stanno prendendo piede in maniera importante. Per farti un esempio, il venditore di un prodotto, sta imparando ad ascoltare il cliente, più che a parlare per convincerlo. Studi in questi settori stanno rivelando nuove frontiere. (settimana prossima sono a casa, e se lo ricordo, ti mando il titolo del libro, è molto interessante) Grazie per il commento. Ciao

  3. Saper ascoltare è una dote e un pregio che purtroppo pochi hanno!
    Buona giornata!

  4. Molto bello l’articolo! Seguo il blog “in ascolto del cuore” e da lì sono arrivata al tuo blog.
    Abbiamo bisogno di “quiete”, per dare e…prestare “orecchio!

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