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Scopri il buddhismo


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http://www.italiaebook.it/home/7813-scopri-il-buddhismo.html

Ti è mai capitato che dopo aver letto informazioni sul buddismo sia nata in te la curiosità di approfondire l’argomento?

Questo ebook si propone proprio per darti quelle informazioni che suscitino in te la voglia e il desiderio dicontinuare o iniziare a conoscere il credo e la cultura buddhista.

In particolare in questo viaggio alla scoperta delle basi del buddhismo l’autore tratta le seguenti tappe:

–      Cos’è il buddhismo

–      Cosa ha insegnato Buddha

–      Le diverse scuole buddhiste

–      I suggerimenti per la giusta meditazione

–      I regni del buddhismo

–      Le doti dei buddhisti

–      La concezione di morte e rinascita

–      La pratica

–      I Mantra

–      I Maestri e come scegliere il Maestro giusto

–      I 5 Sentieri

Queste sono solo alcune delle tappe di questo viaggio verso e all’interno del buddhismo. Quindi se sei un principiante e vuoi avvicinarti al buddhismo questo ebook fa proprio al caso tuo: qui troverai le giuste indicazioni per intraprendere il tuo nuovo percorso spirituale in cui potrai scoprire il tuo Essere migliorando la condizione della tua vita.

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Le scuole


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In alcune vie del buddhismo, i maestri insegnano metodi che in altre scuole non sono considerati. Per chi segue il Dharma, e ne discute, spesso si trova in contraddizioni con altri, così evidenti che si ha la chiara percezione che non ci si capisca. Se io dico che è necessario meditare in un certo modo, un altro mi dice che è sbagliato, e che il modo giusto è un altro. Possiamo raccogliere tantissimi metodi di meditazione nel buddhismo, e tutti sono efficaci ed utili. Il punto è di capire a quale scuola ci si vuole rifare. In questo caso, un principiante ha diverse difficoltà perché le scuole sono molte. Si può essere attratti da un maestro di tale scuola, e quindi lo si segue senza troppe domande, si apprendono metodi di pratica, ma poi ci si accorge che è troppo diversa dal nostro modo di essere e la si abbandona. I più caparbi vanno a scoprire le altre scuole, e state certi che in quel caso, il metodo che fa  per voi lo troverete. Altri invece rimangono ai margini di un buddhismo letto, ma mai pratico.  Quindi l’informazione, la capacità di capire cosa fa un scuola e cosa ne fa un’altra, è importante per capire da che parte andare. Tenete conto che le scuole hanno insegnamenti completi per quella scuola, e che ogni scuola, ha reso nei secoli, grandi confort,aggi. Che tutti poi siano Illuminati o meno, dipende da cosa noi stessi intendiamo con Illuminazione, perché ciò che è stata della loro realizzazione, non lo possiamo sapere. Quindi si parte nel ritenerle tutte efficaci. Inoltre, se ci avviciniamo ad una scuola e la sentiamo nostra, e ci sentiamo a nostro agio, possiamo liberarci in essa e procedere sulla nostra strada. Nel mio ‘il buddhismo per principianti’, spiego bene le scuole e cosa sono, così come sono spiegati i termini più diffusi che vengono utilizzati in generale nel buddhismo. La conoscenza di queste scuole può dare un grande aiuto per comprendere a quale scuola affiancarsi. Ma rimane sempre importante l’esperienza. Se in uno scuola non ottenete esperienze, se dopo un certo periodo di tempo che praticate non cominciare a sentire qualche cambiamento, allora è il caso di parlare con un maestro e se questo non aiuta, allora è il caso che accettiate anche la condizione di cambiare scuola. Spesso ci si innamora della ‘propria’ scuola perché si trovano amici, perché ci si sente in uno stato di confort, ma se non si ottengono risultati durante la meditazione, allora è probabile che quella scuola non faccia per voi. Cambiare non è tradire, ma accettare di aver commesso un errore. Non tutte le vie valgono per tutti, altrimenti il Buddha ne avrebbe dato una sola.

Ciò che conosce la mente


 

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La mente, con i suoi pensieri, e con tutti i suoi aggregati, è l’unica cosa che percepisce. Ciò che ci circonda è percepito, noi non siamo percepiti dalla terra, dal fuoco, dall’acqua o dall’aria. Siamo noi che percepiamo ogni cosa. In effetti, i cinque elementi che ci contengono e che ci danno vita, non percepiscono nulla. Il fuoco non ci sorride quando ci scaldiamo, sorride la nostra mente per il piacevole tepore che prova il corpo, e così è per gli altri elementi. E quindi, a meno che nel corpo non vi sia una mente pensante, nemmeno il corpo percepirebbe nulla. Allo stesso tempo, nemmeno i nostri cinque sensi percepiscono qualcosa. Perché se dietro di essi non vi fosse una mente, non percepirebbero nulla. Così si realizza che senza una mente, l’intero mondo, l’intero universo, sarebbe del tutto vuoto, o meglio, non essendoci nulla che lo percepisce potrebbe esistere e non esistere perché nulla starebbe a stabilire tutto questo. Potrebbe esistere la materia, ma la materia non conosce, è conosciuta solo da una mente. Quindi risulta che c’è solo una cosa più importante della mente ed è la Natura della Mente, la natura del Buddha. Tutti gli esseri senzienti, insegna il Dharma, hanno la natura del Buddha. In tutti gli esseri senzienti, anche il più piccolo. Questa Natura è in ognuno nella stessa qualità e quantità. Il Buddha non ha qualità di buddhità o quantità superiore a nessun essere senziente. La Natura di Buddha è identica in tutti gli esseri senzienti. Questo concetto è duro da comprendere, ma questo viene insegnato nel Dharma. La differenza la fa la mente dell’essere, la mente pensante, la mente che si regge sul pensiero dualistico. Ogni differenza da questo stato è dato dalla nostra capacità di essere vicini o distanti dalla nostra reale Natura. Più ne siamo lontani, più viviamo vite che ci appaiono povere, sia di spirito che di materialità. Più siamo vincolati al dualismo più siamo lontani dalla nostra Natura. La meditazione deve portare a comprendere la nostra Natura, serve per questo. Non si può comprenderla subito, perché come scrivevo in precedenti post, dobbiamo prima liberare la mente ed il karma che ci impedisce di sperimentarla, ma questa è la via per aprici alla buddhità.

 

 

 

 

 

Il karma della mente


 

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Se volessimo fare delle buone esperienze nella meditazione, dovremmo cominciare col comprendere che il nostro stato interiore, è legato alle nostre azioni esteriori ed ai nostri pensieri. Non si può meditare veramente se non correggiamo i nostri imperfetti comportamenti. Qui non sto parlando di imperfetti comportamenti contrapposti a perfetti comportamenti, simili a quelli di un Buddha, ma sto parlando dei comportamenti etici che viviamo o non viviamo nella nostra vita normale. Un atteggiamento etico negativo nella vita, ci può impedire di entrare in meditazione per mesi o anni. Finché non abbiamo chiaro il concetto di etica, di moralità, saremo prigionieri dei nostri pensieri. C’è uno stretto legame tra l’etica ed il nostro spirito. Se vogliamo essere persone spirituali, dobbiamo conoscerci e scoprire quali sono le nostre credenze. Se scopriamo questo, possiamo anche vedere che tra di esse ve ne sono alcune che appaiono etiche mentre in realtà non lo sono. Un altro ostacolo è il pensare che tutto ciò che facciamo per la meditazione o per il Buddha, sia comunque cosa buona e giusta. Anche qui giochiamo con una specie di filosofia ‘costruita ad hoc’ dalla nostra mente che ci fa accettare cose che invece sono da evitare.  Spesso parliamo o leggiamo di karma, di influenze del karma, ma raramente avviciniamo il karma ai pensieri. Per lo più pensiamo che riguardi ciò che ci accade, l’esterno o il modo con cui ci accadono le cose. Ma il karma è anche nella nostra mente, nei nostri pensieri. Lega i nostri pensieri ad un modo stabilito, schematico, controllabile e comprensibile attraverso la logica della sua struttura. Il karma dei pensieri è molto più sottile del karma materiale, perché non vedendolo, non lo pensiamo esistente. Questi tipo di karma è quello che ci fa sorridere quando non vorremmo, ci fa pensare quando non vorremmo, ci fa dire cose che non dovremmo dire. Si considera tutto questo come ignoranza, o incapacità di comunicare qualcosa, mentre invece è proprio una struttura karmica, un modo sistema costruito da nostre azioni precedenti. Abbiamo appreso attraverso le esperienze a pensare in questo modo, e consideriamo questo modo perfettamente funzionante. Ma i nostri pensieri non avvengono per nostra scelta cosciente, avvengono per marcate caratteristiche karmiche, e se non apprendiamo come funzionano, non possiamo liberarcene. Agisce con le stesse modalità del karma materiale, ma è più sottile, perché essendo pensieri, nascono e ci gestiscono con una certa forza, convincendoci che noi sappiamo bene cosa stiamo pensando e cosa stiamo facendo. Ecco però, che in aiuto ci viene la purificazione. Mantra e visualizzazioni. Sono due mezzi potenti per spezzare il karma della mente. E’ necessario quindi farsi dare iniziazioni di Mantra e di visualizzazioni da un Maestro qualificato, affinché anche il karma dei pensieri sia eliminato.

 

 

Adesso, meditazione!


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 Ci sediamo sul nostro cuscino e respiriamo lentamente…                                                                                                                           Quando si pensa, durante la meditazione, i pensieri diventano più solidi. Accade che quando li osserviamo, emergono in numero maggiore, e se proviamo a farli indietreggiare, si solidificano. A volte diventano frasi che si ripetono, a volte sono dialoghi che non hanno fine, oppure si fermano e diventano suoni, motivetti, canzoncine vaghe. Altre volte appare come una specie di  nube semilucida che ci cattura, e ci sembra che da un momento all’altro si espanda, illuminando la nostra intera mente. Così rimaniamo in attesa, quasi col fiato sospeso in attesa di un grande evento. Alte volte ancora, ci troviamo in uno stato senza pensieri, ma con la sensazione di non fare nulla di utile, come se ci serva qualcosa in più, forse una nuova iniziazione, oppure una  peak esperience che ci dia un impulso ad uscire da quello stato che sa di noia. Capita anche di sentirsi piuttosto enfatici, e di visualizzare una icona che ci piace, lanciando su di essa tutte le nostre buone intenzioni. Ci troviamo anche invischiati in super conversazioni filosofiche con noi stessi nel tentativo di capire concetti ed insegnamenti che emergono dalla nostra mente, spesso senza riuscire nemmeno a capirne il senso superficiale, ma consci che quella è la giusta via. Accade anche che dopo qualche minuto che siamo seduti, comprendiamo subito che siamo li a far niente, e che ci conviene alzarci e farci un tè o un caffè che forse è meglio. Il contatto con l’esperienza della meditazione è un argomento imponente, che coinvolge tutto il nostro essere, e quindi c’è anche il corpo che ogni tanto si lamenta e ci costringe alla distrazione. Alla fine, è chiaro che l’unica cosa che sappiamo fare bene durante la meditazione, è distrarci con qualcosa che abbia almeno un po’ del senso della diversità dallo stato normale, se questo accade, siamo sicuri di aver fatto una buona meditazione. In genere ci rialziamo soddisfatti e ci complimentiamo con noi stessi per l’ottima sessione. In realtà abbiamo passato una mezzoretta in compagnia di noi stessi, ma non abbiamo ancora compreso cosa sia la meditazione. La soluzione per comprenderlo però, è corretta. Solo provando e riprovando, mettendo la nostra mente in queste situazione, che possiamo scoprire cosa si nasconde dietro la parola meditazione. Se ogni volta che proviamo non vediamo Buddha volanti o luci sfavillanti, o paradisi dei Buddha o anche il nostro amato maestro,  ci arrendiamo, non lo scopriremo mai. Purtroppo, alla base di tutto c’è la pigrizia, il senso di stare a perdere tempo che ci indica vie più facili. La mente è astuta più delle nostre stesse credenze.

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