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Cambiare è possibile


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Appare veramente difficile accettare concetti di cambiamento. Spesso, il cambiamento, ci appare come una forzatura. Il nostro modo di vivere ci fa apparire le cose sotto una luce di sicurezza. Sappiamo comunemente ciò che dobbiamo fare il giorno dopo. Lo sappiamo così bene che non ci poniamo alcuna domanda. Ogni cosa accade come se tutto sia già stato preordinato, e se qualcosa non va come sempre, ci sentiamo a disagio. Ogni volta che viviamo qualche situazione insolita, diversa, la nostra mente si allerta e si mette in posizione di difesa che, spesso, diventa di attacco a quanto si presenta come cambiamento possibile. Anche se continuiamo a ripeterci di voler cambiare, perché così non andiamo da nessuna parte, il timore, o anche la paura, di questo cambiamento, ci crea disagio. Attraverso questo meccanismo mentale, utilizziamo il metro del giudizio, così, se qualcosa è diverso alla nostra impostazione, lo condanniamo subito, senza mai andare a cercare informazioni sul perché c’è qualcosa di diverso negli altri. Detto in termini popolari, ‘nasciamo imparati’. Accettiamo soltanto ciò che entra nei nostri meccanismi, che sono formati da concetti già digeriti. Se la novità non fa parte dei nostri meccanismi, non la accettiamo. Il diverso, quello che non è come noi, è un disturbo. La diversità rimane tale finché non si conosce. Quando decidiamo di approfondire un argomento che riguarda una diversità, scopriamo mondi incredibilmente profondi e vasti.  Ma dobbiamo muoverci in quella direzione, dobbiamo accettare di indagare, di leggere, di capire. Le differenze sessuali, di razza, di religione, di Nazione, sono accentuate soltanto dalla mancanza d’informazioni. Una volta che ci informiamo, che conosciamo, il diverso non è più tale. Si possono avere gradi diversi, sia spirituali sia economiche o sociali, diversità anche nel concepire l’esistenza, ma la conoscenza porta a vedere gli altri come esseri sullo stesso percorso: tutti cerchiamo la felicità. Allora, se c’è una differenza, dobbiamo cercarla nei nostri limiti alla conoscenza, non nel colore della pelle. Il cambiamento si ottiene soltanto nella conoscenza. In primo luogo, accettando i propri limiti. Non sappiamo tutto del mondo, né degli altri. Non sappiamo tutto nemmeno di noi stessi, altrimenti non avremmo bisogno di conoscenza. Per accettare il cambiamento è necessario partire da se stessi, dal conoscersi, dall’indagarsi, dal far emergere chiarezza nella nostra stessa mente. Se non ho alcuna chiarezza sul chi sono, non potrò mai avere chiaro chi sei. Diventiamo specchi, in cui gli altri si specchiano, e nello specchiarsi, se siamo limpidi, li possiamo vedere. Se vedi una persona attraverso questa chiarezza, puoi aiutarla e puoi essere aiutato, ma se entrambi si è oscurati da pregiudizi e confusione, vedremo pregiudizi e confusione.

La Coscienza del Sole

Politica e politicanti


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Sapete bene che non sono più un giovincello, e che quindi, alcune fantomatiche misure di cambiamento politico, mi suonano sempre un po’ stonate. Negli anni, l’Italia politica, ha sperimentato moltissimi sistemi di gestione della Cosa Pubblica, cercando e trovando sistemi e metodi di alto valore d’intrigo. Oggi si grida molto all’inciucio, come fosse una grande vergogna, un atto quasi criminale, ma sapete bene che non è così. Questa è la democrazia, che è basata sugli ‘accordi’. Questi accordi, per qualcuno, oggi, non sono più ammissibili. Ma questo non li rende fuori dalla democrazia, anzi, ne fa dei paladini del cambiamento. In questi ultimi anni, un po’ a causa dei nostri ciechi governanti, un po’ a causa di attacchi speculativi voluti e diretti dalle grandi forze economiche del resto del mondo, ci troviamo in una situazione di crisi di vaste proporzioni. Il compito dei nostri governanti era di proteggere la nostra economia, ma a quanto pare non l’hanno fatto, e se l’hanno fatto, l’hanno fatto veramente male. L’Italia attraversa una forte crisi di lavoro e di denaro, tanto che i suicidi sono all’ordine del giorno. Molte le famiglie che fanno fatica a pagare anche la bolletta della luce e le normali tasse cui siamo sottoposti. I dati ci dicono che stiamo acquistando sempre meno alimenti e sempre meno medicine, che stiamo rinunciando a tantissime cose che eravamo abituati a utilizzare. Ma dalla politica non riceviamo risposte incoraggianti, anzi, è di queste ore la notizia che nel 2015 ci sarà un’altra manovra lacrime e sangue. Ed allora mi chiedo, cos’è la politica? Un’agenzia tipo equitalia che fa le leggi contro il suo popolo? Uno staff di dipendenti delle banche internazionali? Oppure sono servi di quella mega struttura ammazza popoli che è diventata l’Unione Europea? Chi sono i politici che fanno solo leggi che servono a incassare, scippando alla gente non solo i soldi ma anche la voglia di continuare a vivere? Da dove vengono? Il cambiamento proposto da una parte politica è quasi estremo, non accettano alcun accordo, non vogliono sentire ragioni. Ma infine mi chiedo: hanno davvero torto? La storia insegna che ogni volta che un nuovo gruppo si affaccia alla politica con qualcosa di nuovo, è denigrato e deriso, salvo poi farne un utile alleato nei momenti del bisogno, com’è stato per la Lega. Non so se queste nuove forze, accusate per lo più di non possedere esperienza, riusciranno a fare qualcosa di buono, ma sono nuove idee. In bene o in male, hanno costretto la vecchia politica a prendere atto delle loro orrende truffe ai nostri danni, li hanno costretti a cambiare, a guardare al popolo che non ne può più. In bene o in male, hanno portato in piazza istanze che stavano per essere soffocate. Ora dicono di correre ai ripari, ma non gli do molto credito. Istintivamente mi viene da pensare che almeno ci sono loro, i nuovi, che spero dichiarino quando la politica agirà in maniera scorretta. Ci deve essere qualcuno che ci faccia sapere come stanno le cose, affinché i politici non possano più agire alle spalle della povera gente e rimanere impuniti per simile crimine.

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