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Le scuole


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In alcune vie del buddhismo, i maestri insegnano metodi che in altre scuole non sono considerati. Per chi segue il Dharma, e ne discute, spesso si trova in contraddizioni con altri, così evidenti che si ha la chiara percezione che non ci si capisca. Se io dico che è necessario meditare in un certo modo, un altro mi dice che è sbagliato, e che il modo giusto è un altro. Possiamo raccogliere tantissimi metodi di meditazione nel buddhismo, e tutti sono efficaci ed utili. Il punto è di capire a quale scuola ci si vuole rifare. In questo caso, un principiante ha diverse difficoltà perché le scuole sono molte. Si può essere attratti da un maestro di tale scuola, e quindi lo si segue senza troppe domande, si apprendono metodi di pratica, ma poi ci si accorge che è troppo diversa dal nostro modo di essere e la si abbandona. I più caparbi vanno a scoprire le altre scuole, e state certi che in quel caso, il metodo che fa  per voi lo troverete. Altri invece rimangono ai margini di un buddhismo letto, ma mai pratico.  Quindi l’informazione, la capacità di capire cosa fa un scuola e cosa ne fa un’altra, è importante per capire da che parte andare. Tenete conto che le scuole hanno insegnamenti completi per quella scuola, e che ogni scuola, ha reso nei secoli, grandi confort,aggi. Che tutti poi siano Illuminati o meno, dipende da cosa noi stessi intendiamo con Illuminazione, perché ciò che è stata della loro realizzazione, non lo possiamo sapere. Quindi si parte nel ritenerle tutte efficaci. Inoltre, se ci avviciniamo ad una scuola e la sentiamo nostra, e ci sentiamo a nostro agio, possiamo liberarci in essa e procedere sulla nostra strada. Nel mio ‘il buddhismo per principianti’, spiego bene le scuole e cosa sono, così come sono spiegati i termini più diffusi che vengono utilizzati in generale nel buddhismo. La conoscenza di queste scuole può dare un grande aiuto per comprendere a quale scuola affiancarsi. Ma rimane sempre importante l’esperienza. Se in uno scuola non ottenete esperienze, se dopo un certo periodo di tempo che praticate non cominciare a sentire qualche cambiamento, allora è il caso di parlare con un maestro e se questo non aiuta, allora è il caso che accettiate anche la condizione di cambiare scuola. Spesso ci si innamora della ‘propria’ scuola perché si trovano amici, perché ci si sente in uno stato di confort, ma se non si ottengono risultati durante la meditazione, allora è probabile che quella scuola non faccia per voi. Cambiare non è tradire, ma accettare di aver commesso un errore. Non tutte le vie valgono per tutti, altrimenti il Buddha ne avrebbe dato una sola.

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Ciò che conosce la mente


 

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La mente, con i suoi pensieri, e con tutti i suoi aggregati, è l’unica cosa che percepisce. Ciò che ci circonda è percepito, noi non siamo percepiti dalla terra, dal fuoco, dall’acqua o dall’aria. Siamo noi che percepiamo ogni cosa. In effetti, i cinque elementi che ci contengono e che ci danno vita, non percepiscono nulla. Il fuoco non ci sorride quando ci scaldiamo, sorride la nostra mente per il piacevole tepore che prova il corpo, e così è per gli altri elementi. E quindi, a meno che nel corpo non vi sia una mente pensante, nemmeno il corpo percepirebbe nulla. Allo stesso tempo, nemmeno i nostri cinque sensi percepiscono qualcosa. Perché se dietro di essi non vi fosse una mente, non percepirebbero nulla. Così si realizza che senza una mente, l’intero mondo, l’intero universo, sarebbe del tutto vuoto, o meglio, non essendoci nulla che lo percepisce potrebbe esistere e non esistere perché nulla starebbe a stabilire tutto questo. Potrebbe esistere la materia, ma la materia non conosce, è conosciuta solo da una mente. Quindi risulta che c’è solo una cosa più importante della mente ed è la Natura della Mente, la natura del Buddha. Tutti gli esseri senzienti, insegna il Dharma, hanno la natura del Buddha. In tutti gli esseri senzienti, anche il più piccolo. Questa Natura è in ognuno nella stessa qualità e quantità. Il Buddha non ha qualità di buddhità o quantità superiore a nessun essere senziente. La Natura di Buddha è identica in tutti gli esseri senzienti. Questo concetto è duro da comprendere, ma questo viene insegnato nel Dharma. La differenza la fa la mente dell’essere, la mente pensante, la mente che si regge sul pensiero dualistico. Ogni differenza da questo stato è dato dalla nostra capacità di essere vicini o distanti dalla nostra reale Natura. Più ne siamo lontani, più viviamo vite che ci appaiono povere, sia di spirito che di materialità. Più siamo vincolati al dualismo più siamo lontani dalla nostra Natura. La meditazione deve portare a comprendere la nostra Natura, serve per questo. Non si può comprenderla subito, perché come scrivevo in precedenti post, dobbiamo prima liberare la mente ed il karma che ci impedisce di sperimentarla, ma questa è la via per aprici alla buddhità.

 

 

 

 

 

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