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Buona domenica


eraclito

Sono in movimento. Non potrebbe esser diversamente, se non lo fossi, sarei morto. Da quando avevo circa diciassette anni, ho cominciato a guardare le cose sotto punti di vista differenti a me stesso. Col tempo, poi, mi sono accorto che mi discostavo sempre di più da una visione ‘comune’, condivisa dai miei amici dell’epoca. Per qualche inspiegabile ragione, ho avuto sempre bisogno di sapere. Per qualche verso penso che sia dovuto al fatto che non sono potuto andar a scuola, infatti, ho preso la famigerata ‘terza media’ alle scuole serali, dopo il lavoro. Erano le famose ‘150 ore’ sindacali, dove eri istruito alla grande e infine ti davano la ‘terza media’. Mi dicevano che senza di quella non avrei potuto fare niente. Non me l’hanno mai chiesta da nessuna parte. Forse non mi serviva se non per colmare un divario statistico sulla Nazione.

Per quanto rammenti, non ho appreso nulla di nuovo, ignorante ero, e ignorante sono rimasto. Ho appreso qualcosa leggendo qua e là qualche libro. Così, ricordo un periodo, dove cercavo libri ‘scolastici’. Sentivo parlare di Carducci, di Greci, di filosofi come Platone, Socrate, ed anche Heidegger, Jung e di tanti altri che ogni volta che li sentivo nominare mi facevano sentire sempre più la mia mancanza di conoscenza. Così ho cominciato a leggerne qualcuno, con curiosità, cercando di capire perché fossero così importanti. Sicuramente non ci ho capito molto, ma di sicuro mi hanno colpito in qualche parte, perché la mia curiosità di sapere non si è mai fermata.

Si dice che non serve a nulla sapere, in alcune letture di filosofie orientali, è elevato l’ignorante, perché nella sua semplicità sa cogliere il senso dell’essere. Mentre l’istruito, il colto, si perde nel suo sapere e si eleva da solo, pregno della sua sapienza. Non so se ho fatto bene o male a leggere, non so se ciò che sono adesso, sia migliore o peggiore di ciò che sarei stato senza alcun sapere, ma sta di fatto che ciò che so, lo so.

Tutto questo sapere, pochino a dire il vero, mi ha portato fin qui, sulla tastiera a scrivere di pensieri che vagano in una mente e dove scelgo, con attenzione, cosa scrivere e cosa non scrivere. Scelgo i pensieri da condividere con questo schermo, che magicamente, trasforma uno spazio bianco, in segni neri.

E oggi va bene, va bene così. Buona domenica.

 

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