Meditare è facile –


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Secondo gli insegnamenti di meditazione, in genere si dovrebbe acquisire quasi da subito una certa differenza tra il prima e il dopo averla praticata. Se si inizia da zero a praticare qualsiasi tipo di meditazione, si dovrebbero avere degli ‘effetti’ nell’arco di cinque sei sessioni. La pratica della meditazione ha effetti quasi immediati sull’umore, calma veramente la mente. Per ottenere questo risultato non è necessario fare ore di meditazione. Bastano venti minuti al giorno costanti, senza saltarne nessuno.

La semplice costanza, il semplice stare seduti con gli occhi chiusi o socchiusi, la calma del respiro, il senso di silenzio, sono sufficienti per trasformare lo stato d’animo di chiunque.

Guardandoci attorno però, accade che non riusciamo a recuperare questi benedetti venti minuti. Sembra che quando dobbiamo fare qualcosa per noi stessi, il tempo prenda a correre e ci lascia senza possibilità di recuperarne un po’ per noi. 

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Quando capita così, succede che la mente ha ricevuto il messaggio. La mente sa che tu vuoi meditare, ed appena riceve questa notizia, entra in allerta. E’ incredibile credere una cosa del genere, ma accade proprio così. La mente pensante non vuole meditare e ti ostacola.

Si, ma se la mente è mia deve fa quello che voglio io! O no?

Forse o no..

Perché la mente non fa facilmente quello che vogliamo noi. Piuttosto, il più delle volte Noi facciamo quello che vuole la mente.

Entrare in sintonia con ciò che vogliamo noi e ciò che vuole la mente è una possibilità che dà la meditazione.

Se poi volete approfondire questo argomento, vi ricordo sul mio sito www.pietroscala.com

troverete un ebook singolo, in un’unica soluzione, ed un corso della durata di sei mesi, una lezione a settimana che trasformerà molti dei vostri concetti rendendoli pienamente fruibili nella vita di ogni giorno.

 

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Politica e religione


John McCain, Dalai Lama, Lindsey Graham

E’ sicuramente una riflessione che si fanno in molti, e senza mai trovare
un giusto equilibrio.
Penso che ci sia un errore di fondo, un errore storico, anzi pre-istorico,
sulla gestione della politica.
Infondo la politica cos’è?
E’ un delegare ad altri le proprie responsabilità. Un mettere qualcuno
in un posto che gestisca la nostra vita attraverso leggi, regole, imposizioni.
Ci è sempre stato insegnato che l’uomo, senza queste regole, senza leggi,
senza qualcuno che ci gestisca, vivrebbe nell’anarchia più assoluta, tanto
che è paragonabile al fascismo più bieco, e che in questo caso, il più forte
avrebbe sopraffatto in più debole.
Ma oggi, che cosa stiamo vivendo?
Tutte le società si sono impostate sull’ordine, sulle leggi, sulla paura.
Penso a pochi anni fa, quando i ‘movimenti’ studenteschi o gli operai
scendevano in piazza per protestare e lottare per i loro diritti
e mi chiedo dove siano oggi queste forze.
Sono scomparse. La paura, le leggi imposte, hanno eliminato la
possibilità di agire. Se pochi hanno ancora la forza di reagire, vengono
tacciati di estremismo, di distruttori della società e così via.
Ma qualcosa penso che cominci a essere compresa  da una
maggioranza di persone.
La coscienza che queste costruzioni politiche, questa lunghissima storia basata
su qualcuno che ci deve governare, si sta rivelando per quello che è,
cioè che i politicanti e i potenti non fanno altro che creare schiavi.
Legge, ordine, punizione, paura, restrizioni economiche, carcere e così via
non sono altro che mezzi per costringerci alla paura di chissà cosa
potrebbe accaderci.
Così la politica è solo un sistema di sopraffazione, lo è sempre stato, fin dalla
sua creazione. Perchè qualcuno dovrebbe essere più di me? Con che metro misuriamo questo?
In base a quanta pubblicità riesce a farsi. A quanti messaggi subliminali riesce a far passare.
E allora quella persona diventa intelligente, capace, per bene, così la votiamo
e decidiamo i nostri nuovi padroni.
Avviene in tutto il mondo e ci impongono anche che non esistono alternative.
Ma siamo certi che l’uomo libero per davvero, libero anche dai soldi, dall’economia
dal bisogno imposto dagli altri, vivrebbe davvero male?
Credo sempre che questo mondo è costruito da uomini per accrescere l’egoismo,
non per realizzare il la propria esistenza spirituale.
Quindi la politica, di qualsiasi parte, non è altro che il continuare a creare
questo sistema di produzione di paura, egoismi, falsità e così via.
Inoltre, oggi sapiamo che i poteri economici sono così concentrati
in poche mani che pensare di diventare liberi attraverso una economia
libera è pura illusione.
Il viaggio interiore, la spiritualità, può essere vissuta soltanto nella
propria interiorità.
Ed in tutto questo, si inserisce perfettamente anche la religione
costituita. Qualsiasi essa sia, senza distinzione. La religione costituita
non è altro che una forza politica di controllo, che gestisce le emozioni,
a differenza della politica che gestisce di più la parte amministrativa
economica.
Il risultato è la gestione delle nostre esistenze a seconda dei loro progetti di
dominio, ovvero creare sempre schiavi obbedienti, con tutti i mezzi
che riescono a scoprire.
Gli insegnamenti sono diventati trasmissione di tecniche, metodi,
spiegazioni, e la Trasmissione Orale tanto decantata, è diventata
un’esperienza difficilissima da ottenere. I pochi Lama veramente
in grado di dare questi insegnamenti, non trovano più discepoli degni.
Così lascio che i politicanti continuino a fare i loro giochi, in qualsiasi
parte del mondo, che le religioni continuiono a promettere
paradisi mirabolanti e mi concentro su quanto posso fare da solo
per cambiare le energie negative che invadono il mondo.
Penso che tutti abbiamo ormai capito che attraverso la meditazione
si possono fare grandi cose. Anche se siamo in pochi, facciamolo,
perché non esiste alternativa migliore a questa esistenza.
Buona meditazione a tutti!

😉

 

 

Infinitesima essenza


§Bosone di higgs

Tra le ultime scoperte scientifiche, una, in particolare, mi affascina, perché mette in relazione la mia esperienza di meditante con la parte materiale in maniera spiegabile scientificamente. Per anni ho letto e praticato così come insegnato nel sentiero che ho scelto. O che mi ha scelto. La scoperta è la fisica quantistica, della quale, scientificamente, non so quasi nulla, ma da quanto ho letto su testi per non addetti ai lavori, ho integrato questa scienza perfettamente nella mia mente, senza dover nemmeno faticare a comprenderla. E’ una di quelle cose che appena le sai, sai di averle sempre sapute, ma adesso le puoi anche spiegare sia a te stesso che ad altri. Il punto essenziale di questa scoperta è che esiste una particella che si vede soltanto se l’osservatore sta cercando di vederla. Se nessuno la pensa, non esiste. E’ qualcosa che supera la comprensione di molti, ma non di chi ha pratica interiore con questi concetti. Sakyamuni diceva che esisteva una infinitesima materia/energia, che nasceva e moriva per venticinquemila volte ogni battito di ciglia. Spesso mi sono chiesto quale immensa profondità abbia realizzato per fare una simile affermazione. Oggi, la Scienza ci conferma che qualcosa esiste sole se è pensata. Da questa infinitesimale energia/materia, nasce il tutto. Stephen Wolinsky la descrive in questo modo: “L’osservatore è il creatore dell’aspetto particella/massa –  Questo significa che come soggettivamente sperimentiamo eventi, interazioni così il nostro sé interiore è osservatore-creato … creato da noi stessi.”  Ora, se è vero che tutto nasce da questa infinitesima essenza, noi stessi stiamo osservando ciò che creiamo, e noi stessi siamo creati da questa stessa infinitesima essenza. A rigor di logica, ciò non può essere. Io non posso essere il creatore di me stesso. Eppure, questa scoperta, sta portando a queste riflessioni. Sicuramente una rivoluzione di portata eccezionale, sia a livello scientifico, che a livello concettuale. Se l’essenza e la sua manifestazione sono la stessa cosa, noi siamo creati e creati dalla stessa fonte. Nel buddhismo, specie nella scuola Dzogchen, è parte degli insegnamenti e delle pratiche da sperimentare su se stessi. E’ il punto in cui la coscienza si libera e manifesta la sua unità con il tutto. Realizzando questo stato, si è la particella e l’intero contemporaneamente. Si manifesta l’intera esistenza nella sua totalità e si espande nel tutto infinto, percependo sia l’unicità sia la totalità nello stesso istante. Realizzare questo stato significa aver realizzato il sentiero. Chi riesce in questo, è definito Illuminato. La Scienza ci da una mano ad accettarne, o valutarne, almeno la parte teorica, per la completa realizzazione ho ancora da fare.

Avere


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Leggendo vari libri, spesso mi capita di trovarmi dinanzi a teorie che ho già appreso nel buddhismo, in anni passati. Lo psicoterapeuta americano, Wayne W: Dyer in un suo libro scrive:

Il falso sé continuerà a bombardarvi con l’idea che dovete avere di più per raggiungere la pace. Vi spinge a cercare l’affermazione di voi stessi all’esterno, ed è minacciato dalla consapevolezza che potreste trovare la pace dentro di voi. Questa spinta a cercare all’esterno è quello che ho chiamato “affrontare i problemi nel modo sbagliato”.

Per chi conosce un po’ gli insegnamenti diretti del buddhismo, non può fare a meno di notare che queste cose,  Sakyamuni, il Buddha, le ha dette più di 2500 anni fa. Ora non so se il dottor Wayne conosca il buddhismo, ma a prescindere da questo, le sue intuizioni, i suoi studi, lo hanno sicuramente portato a queste conclusioni. In un primo momento possono apparire come semplici riflessioni, ma ad una lettura più attenta si possono trovare delle vere e proprie verità che spesso nascondiamo, perché non sempre siamo in grado di farli diventare parte di noi. E’ difficile accettare che sia così, ma se ci pensiamo bene, è proprio così. Stiamo sempre cercando qualcosa che dopo, ci farà stare bene. A volte sono cose puramente materiali, come può essere un’automobile, un cellulare, no anzi, un ipad, una casa, un vestito, un profumo, un taglio di capelli, a volte invece si tratta di qualcosa di interiore, come ad esempio imporsi di andare in chiesa, imporsi di andare ad un ritiro, perché così poi starò bene, andare in un luogo di culto, o incontrare quel tale maestro perché mi darà sicuramente una benedizione che dopo, mi farà stare bene.

C’è sempre qualcosa da avere o da fare affinché dopo, si stia bene. Il dottor Wayne ha capito perfettamente che non c’è nulla che dopo ci farà stare bene, ma che ci sarà sicuramente ancora qualcosa che ci manca e che dobbiamo conquistare affinché dopo ci possiamo sentire bene. Forse ci mancherà l’affetto di qualcuno, l’amore di un altro, forse ci mancherà semplicemente qualcuno che ci tenga compagnia. Ma mancherà sempre qualcosa, perché abbiamo paura di questa consapevolezza. A chiederlo, nessuno lo ammetterà mai, perché tutti vogliamo essere consapevoli, tutti pensiamo di esserlo, e lo misuriamo in base alla nostra sensibilità nei confronti degli altri, degli animali, della Terra, dell’Acqua o dell’Aria che sono inquinate e così via. Ma la consapevolezza richiesta viene confusa con l’attenzione alle cose. Con il rispetto che dobbiamo al mondo. La Consapevolezza delle nostre azioni, dei nostri pensieri, della nostra intima energia nel mondo interiore, non va indirizzata all’esterno se non prima nasce dentro. Chi ha preso consapevolezza del sé, anche se in minima parte, attraverso le pratiche di meditazione, sa bene che quella consapevolezza non ha bisogno di nulla, tranne che di essere vissuta.

Serenità buddhista


coniglio

Alcuni di noi, quelli che seguono il buddhismo da parecchio tempo, si trovano in questi periodi ad affrontare situazioni difficili a livello comunicativo. Abbiamo appreso molti insegnamenti riguardo alla calma mentale, la serenità, il modo di stare con gli altri, e la nostra mente è ormai abituata a guardare le cose in un altro modo. Non siamo diversi dagli altri, ma la nostra mente vede in maniera diversa. Credo che capiti anche a voi. Il periodo di crisi che si sta attraversando, sta diventando per molti, una sofferenza. Credo che molti di noi si trovino nelle stesse condizioni di altri, cioè nel dover rinunciare a qualche cosa perché i soldi non bastano più. Ma c’è una differenza di accettazione o di comprensione tra chi ha praticato il buddhismo chi non ha queste concezioni ben radicate nella mente e nel cuore. C’è una serenità e una chiarezza in più che ci aiuta. E’ anche vero che rimane comunque una forte accusa nei confronti di chi ci governa, perché gli errori, ormai lo sappiamo bene, non sono stati del popolo in se, ma di politiche sbagliate e truffaldine che però, fanno pagare a noi.  Accettare interiormente questa situazione, non vuol dire però, accettare in silenzio. E non vuol dire nemmeno che tutto debba essere lasciato andare. Significa che c’è più chiarezza, e gli interventi di chi ha questa coscienza, devono essere mirati e costanti. Internet ci permette questo. Ci permette di parlarne, di comunicare agli altri il nostro disagio, di far sentire la nostra voce attraverso i nostri scritti. Si pensa che non servano a niente, perché i politici non leggono le cose di internet, ma non ha alcuna importanza. Li leggono i nostri amici, i nostri lettori, e se ne fanno carico. Quando parlano poi con altri, trasmettono questa informazione, e si diffonde. E’ un modo diverso di fare informazione e di dare aiuto. Penso che negli ultimi anni, grazie proprio a internet, si sia diffusa una forte presa di coscienza su argomenti che un tempo erano per pochi. E tutto questo mi appare come una possibilità di diventare migliori. Persone che non sono giornalisti, come me, possono esprimere la loro opinione liberamente, e possono diffondere conoscenza. Si può addirittura scegliere chi leggere e chi no, perché le scelte sono davvero tantissime. Per questo v’invito a scrivere. Scrivere aiuta se stessi e gli altri. Scrivere e leggere aiuta il mondo a crescere sano.

Limiti


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La Crescita Personale è un argomento che in qualche modo ci riguarda tutti, perché con queste parole si definiscono i bisogni di ognuno di noi. Crescere non ha alcuna connotazione di età, non crescono solo i bambini, ma crescono anche gli adulti e gli anziani. Crescita personale si riferisce a ciò che ognuno di noi fa per se stesso, per migliorarsi, per capirsi, per accettarsi. Nella letture, o negli esercizi di questa disciplina, ci sono tutti gli elementi necessari per mettere ordine nella nostra esistenza. Ma questo ordine non è riferito a qualcosa di sistemare, da spostare, di aggiustare. E’ riferito ad una profonda trasformazione del proprio modo di essere. Un cambiamento, un salto di paradigma, da ciò che siamo adesso, a ciò che costruiremo per essere diversi. Tutto ciò che siamo è una ‘costruzione’ ottenuta attraverso le esperienze che abbiamo vissuto fino adesso, gli insegnamenti, i libri letti, i film visti, i suggerimenti che abbiamo accettata di far entrare nella nostra esistenza. Siamo costruiti, però, senza una cosciente volontà da parte nostra. Ci siamo limitati ad accettare le cose che le persone a noi vicine ci hanno dato, specie i nostri genitori, i nostri parenti più vicini, gli amici dei nostri genitori che, comunque sia, hanno fatto del loro meglio e gli dobbiamo riconoscere la nostra gratitudine. Attraverso il vivere con queste persone, abbiamo incamerato quelle cose che ci sembravano più adeguate alla situazione che stavamo vivendo. Non abbiamo scelto con chiarezza quali di queste cose ci potessero aiutare a crescere o quali ci avrebbero impedito di essere liberi in diversi settori della nostra vita. A tutto questo si aggiunge la cultura imposta dalla religione o dalla politica, che accettiamo quasi sempre, specie da giovanissimi, senza alcuna capacità critica. A questo punto appare chiaro che siamo ciò che abbiamo appreso, ciò che in qualche modo, si amalgama alla base che abbiamo posto senza esserne coscienti. La Crescita Personale si pone l’obbiettivo di rivelare queste basi che ci impediscono di essere al meglio di noi stessi, attraverso esercizi che rivelano a noi stessi, e non ad altra persona, nemmeno a chi ti insegna come fare, come siamo realmente. Appreso questo, si rivelano con chiarezza quali sono le credenze che ci legano, e liberarsene, a questo punto, diventa soltanto un esercizio di intelligenza. Cambiare si può, essere migliori si può, liberarsi dagli impedimenti si può, ci vuole solo la tua capacità ed il tuo desiderio di scegliere di essere migliore. A questo, per esperienza personale, si aggiunge la meditazione, che è un potente mezzo per entrare nella propria mente e calmarla, in modo che i flussi dei pensieri non sommergano continuamente la nostra esistenza. Operare su se stessi rimane quindi il massimo che un essere umano possa fare. –  La Coscienza del Sole

Le scuole


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In alcune vie del buddhismo, i maestri insegnano metodi che in altre scuole non sono considerati. Per chi segue il Dharma, e ne discute, spesso si trova in contraddizioni con altri, così evidenti che si ha la chiara percezione che non ci si capisca. Se io dico che è necessario meditare in un certo modo, un altro mi dice che è sbagliato, e che il modo giusto è un altro. Possiamo raccogliere tantissimi metodi di meditazione nel buddhismo, e tutti sono efficaci ed utili. Il punto è di capire a quale scuola ci si vuole rifare. In questo caso, un principiante ha diverse difficoltà perché le scuole sono molte. Si può essere attratti da un maestro di tale scuola, e quindi lo si segue senza troppe domande, si apprendono metodi di pratica, ma poi ci si accorge che è troppo diversa dal nostro modo di essere e la si abbandona. I più caparbi vanno a scoprire le altre scuole, e state certi che in quel caso, il metodo che fa  per voi lo troverete. Altri invece rimangono ai margini di un buddhismo letto, ma mai pratico.  Quindi l’informazione, la capacità di capire cosa fa un scuola e cosa ne fa un’altra, è importante per capire da che parte andare. Tenete conto che le scuole hanno insegnamenti completi per quella scuola, e che ogni scuola, ha reso nei secoli, grandi confort,aggi. Che tutti poi siano Illuminati o meno, dipende da cosa noi stessi intendiamo con Illuminazione, perché ciò che è stata della loro realizzazione, non lo possiamo sapere. Quindi si parte nel ritenerle tutte efficaci. Inoltre, se ci avviciniamo ad una scuola e la sentiamo nostra, e ci sentiamo a nostro agio, possiamo liberarci in essa e procedere sulla nostra strada. Nel mio ‘il buddhismo per principianti’, spiego bene le scuole e cosa sono, così come sono spiegati i termini più diffusi che vengono utilizzati in generale nel buddhismo. La conoscenza di queste scuole può dare un grande aiuto per comprendere a quale scuola affiancarsi. Ma rimane sempre importante l’esperienza. Se in uno scuola non ottenete esperienze, se dopo un certo periodo di tempo che praticate non cominciare a sentire qualche cambiamento, allora è il caso di parlare con un maestro e se questo non aiuta, allora è il caso che accettiate anche la condizione di cambiare scuola. Spesso ci si innamora della ‘propria’ scuola perché si trovano amici, perché ci si sente in uno stato di confort, ma se non si ottengono risultati durante la meditazione, allora è probabile che quella scuola non faccia per voi. Cambiare non è tradire, ma accettare di aver commesso un errore. Non tutte le vie valgono per tutti, altrimenti il Buddha ne avrebbe dato una sola.

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