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Esperimenti di meditazione


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Vi sono diversi studi scientifici riguardo alla forza della meditazione, che per alcuni possono essere un aiuto a dedicarci un po’ del proprio tempo. Molti studi che affrontano argomenti particolari, sono, naturalmente, fatti negli USA. In uno di questi studi, fatto alcuni anni, fa durante la guerra in Libano, sono stati portati direttamente dagli States trenta persone che sono state addestrate alla meditazione. L’addestramento è avvenuto con esperti maestri che hanno anche indirizzato i meditanti a concentrare la loro energia verso la pace e la serenità. Queste trenta persone sono state portate nei territori di guerra, dove il giorno prima c’erano stati bombardamenti, e sorvegliati a distanza da militari, si sono seduti in meditazione contemporaneamente. Sul territorio, vi erano diversi osservatori, tra i quali medici e militari, che avevano il compito di rilevare ogni evento possibile. Oltre a questo, i comandi delle forze armate, erano state invitate a comunicare tutte le informazioni richieste. Un lavoro di precisione, anche perché parte dell’esperimento, era finanziato dalle forze armate americane. Le trenta persone hanno meditato per circa sei ore, con brevi interruzioni di uno o dell’altro, ma sempre con la maggior parte di loro in stato meditativo. I risultati sono stati, per loro, abbastanza sorprendenti, ma i maestri lo affermano da sempre.

Per circa dieci ore, quel giorno, si sono ridotte del 70% i bombardamenti. Non ci sono stati incidenti se non di lieve entità, e non vi è stato alcun morto.

Ma un esperimento, non basta ad averne una conferma. Lo stesso esperimento è stato fatto in una zona dell’Africa, dove la guerra impera da anni, e i risultati sono stati simili. Niente attacchi, niente morti per quasi il doppio del tempo che i meditanti erano in azione.

E poi, è stato deciso di farlo anche a New York, con quasi duecento meditanti. Anche qui, i risultati non sono mancati. Durante il giorno di meditazione, le rapine sono diminuite del 60%, e gli omicidi sono scesi dell’80%. Sono diminuiti gli incidenti di diversa natura e a molti intervistati è apparsa come ‘una buona giornata’.

Secondo questi studi, attraverso una formula matematica, si è stabilito che se solo otto milioni di persone fossero impegnati a ogni ora del giorno nella meditazione, in diverse parti del mondo, si conoscerebbe una nuova era di pace e serenità. Ma allo stesso tempo, personalmente, penso che si cercherà di evitare sempre che ciò avvenga, perché gli interessi dei ladri di energie faranno sempre di tutto affinché non accada.

Ostacoli


ostacoli

Superare gli ostacoli della mente nella meditazione è un compito che ogni meditante si porta appresso per anni, finché qualcosa non riesce a scalfire questo limite, e lo porta a liberarsi, anche se per un istante, nel flusso infinito dell’energia primordiale. Gli impedimenti a questa esperienza, si dice, siamo sempre noi, ma questo noi, non ne è cosciente. Accade perché non abbiamo controllo mentale, siamo prigionieri delle nostre stesse proiezioni, e non riusciamo a liberarcene. Non si può avere un’idea di ciò che  potrebbe essere la rivelazione della propria Natura, l’unico modo per farsene un’idea è quella di sperimentarla. In essa è contenuta una forza che annulla la dualità. Mancando la dualità, manca tutto ciò su cui si basa la nostra mente e la nostra esistenza. Ci troviamo in uno stato dove il nostro esistere non esiste più in termini duali. Eppure c’è qualcosa di vivo, di potente, di profondamente potente che ci indica che siamo a casa, che siamo in uno stato che è il nostro stato reale, vero, unico. Quando non c’è dualità non ci sono più domande, non ci sono più cose da tenere sotto controlla, la mente non ha alcuna capacità di interferire, e quieta, silenziosa, non c’è nemmeno il pensiero che chiede se esiste o meno, non ha alcuna importanza. E’ un oltre che non si spiega se non con l’esperienza. La mente duale, quindi, sa che andando oltre il suo limite, non ha più potere di intervenire, e si difende, costruendo pensieri ed attaccamenti sempre più sottili. Più effettui meditazioni profonde, più la mente crea pensieri sottili. Puoi avere percezione di assoluto silenzio, ma essa è li, e sta agendo per farti avere la percezione di assoluto silenzio, sei ancora nel duale. La mente sa essere molto intelligente, sa come fare per non cessare, perché la sua paura, la nostra paura più grande, è quella di non esistere, di annullarci, per paura di perdere il controllo. Allo stesso tempo ne siamo attratti, sappiamo che c’è qualcosa di più grande, di più importante e quindi leggiamo libri, meditiamo, andiamo ai ritiri. Abbiamo afferrato in qualche modo quale è  il senso del percorso, sappiamo dove dobbiamo andare, sappiamo di volerlo fare, ma non abbiamo le capacità di superare questi ostacoli che la mente ci propone costantemente. Questo è l’ostacolo che impedisce di sperimentare la propria Natura, ed è molto complesso. Lasciare andare. Così dicono i Maestri. Lasciare andare.

 

sentieri


 

dalai lama

 

Non si può considerare un sentiero iniziatico alla stregua di una religione. Sono cose separate, seguono percorsi diversi e scopi diversi. Una religione crea icone da adorare e venerare, un via iniziatica crea icone che sono parte di se stessi. La preghiera, benché rimanga una forte liberazione emotiva, la si rivolge per ottenere qualcosa, che sia per se o per gli altri, poco importa, lo scopo è quello di ottenere qualcosa per qualcuno o anche per tutti gli esseri senzienti. Il silenzio dell’iniziato, invece, deve percorrere l’intera capacità interiore per esprimersi dall’altra parte di ciò che siamo.  Questo silenzio è ciò che l’iniziato esprime in un atto di potenza interiore, lasciato scorrere nello strato più sottile del proprio essere, senza essere più cosciente di essere tale. Questa è la preghiera che supera ogni ostacolo e viene ascoltata da chi ascolta. Ho letto preghiere veramente bellissime, oltre a quelle note in diverse religioni, ed alcune toccano veramente il cuore con fortissima emotività. Ma è, appunto, emotività. Nello scorrere dell’esperienza diretta di questa vastità, che definisco spirituale, perché non ho un termine più preciso, ciò che accade deve essere libero da ogni condizionamento, e per realizzare questo stato non basta realizzare il silenzio dello stato mentale. Si deve andare ancora più in profondità. Questa profondità è un’esperienza, o la si  fa direttamente, o non si capirà mai di cosa sto parlando. Va oltre le spiegazioni possibili, è proprio un’esperienza che quando tenti di spiegarla sai che non puoi farlo, ed allora taci. Il punto fondamentale rimane l’avere iniziazioni da maestri che hanno realizzato quanto stanno dando, solo attraverso la trasmissione diretta si possono aprire i canali necessari all’esperienza di quanto si pratica. Oggi accade che i maestri siano tantissimi, e che in ogni città, più o meno, arrivino grandi maestri. Ma raramente arrivano maestri che danno iniziazioni complete su pratiche di una certa importanza. Questo anche perché un maestro che ti da una certa iniziazione,  deve poi farsi carico di seguirti. Non può darti una iniziazione se poi non ti segue nel momento del bisogno. E’ necessario un contatto diretto e che abbia una certa costanza. Se noi vediamo il nostro maestro una volta all’anno, o ogni due anni, anche se riceviamo grandi insegnamenti, staremo a scervellarci per mesi e mesi su qualcosa che pensiamo sia corretto, mentre non lo è. Il maestro deve dare conferme e correzioni di rotta quando si entra in certe iniziazioni, ed è per questo che in Italia si hanno pochi iniziati di grande esperienza. Le difficoltà sono molte, e non tutti possiamo abbandonare tutto per vivere da monaci o in un monastero. Quindi, per quelli come me, è importante capire bene quanto appreso. Accettare consigli da meditanti più esperti, e quando possibile, stare con il maestro e tempestarlo di domande. J

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