Meditare è facile –


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Secondo gli insegnamenti di meditazione, in genere si dovrebbe acquisire quasi da subito una certa differenza tra il prima e il dopo averla praticata. Se si inizia da zero a praticare qualsiasi tipo di meditazione, si dovrebbero avere degli ‘effetti’ nell’arco di cinque sei sessioni. La pratica della meditazione ha effetti quasi immediati sull’umore, calma veramente la mente. Per ottenere questo risultato non è necessario fare ore di meditazione. Bastano venti minuti al giorno costanti, senza saltarne nessuno.

La semplice costanza, il semplice stare seduti con gli occhi chiusi o socchiusi, la calma del respiro, il senso di silenzio, sono sufficienti per trasformare lo stato d’animo di chiunque.

Guardandoci attorno però, accade che non riusciamo a recuperare questi benedetti venti minuti. Sembra che quando dobbiamo fare qualcosa per noi stessi, il tempo prenda a correre e ci lascia senza possibilità di recuperarne un po’ per noi. 

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Quando capita così, succede che la mente ha ricevuto il messaggio. La mente sa che tu vuoi meditare, ed appena riceve questa notizia, entra in allerta. E’ incredibile credere una cosa del genere, ma accade proprio così. La mente pensante non vuole meditare e ti ostacola.

Si, ma se la mente è mia deve fa quello che voglio io! O no?

Forse o no..

Perché la mente non fa facilmente quello che vogliamo noi. Piuttosto, il più delle volte Noi facciamo quello che vuole la mente.

Entrare in sintonia con ciò che vogliamo noi e ciò che vuole la mente è una possibilità che dà la meditazione.

Se poi volete approfondire questo argomento, vi ricordo sul mio sito www.pietroscala.com

troverete un ebook singolo, in un’unica soluzione, ed un corso della durata di sei mesi, una lezione a settimana che trasformerà molti dei vostri concetti rendendoli pienamente fruibili nella vita di ogni giorno.

 

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Nuove scoperte


I miei Tutor: Andrew Lewis e Gary Craig

I miei Tutor: Andrew Lewis e Gary Craig

Una visione particolare del nostro essere nel mondo, l’ha data uno scienziato americano, con ricerche nel campo della biologia. Siamo un po’ tutti abituati a definire il DNA come la memoria centrale della nostra vita. Tutto ciò che siamo, risiede nel DNA. Il nostro modo di essere è trasmesso da questi geni, e, infatti, la genetica studia anche i comportamenti fisici del nostro corpo in rapporto alle possibilità che abbiamo di contrarre la stessa malattia genetica dei nostri genitori.

Ma le scoperte di questi ultimi anni, hanno spostato l’attenzione su un altro punto. Con la Fisica Quantistica, molte teorie sono cambiate, ed anche in questo caso, ha contribuito a gettare nuova luce sul nostro mondo.

L’attenzione si è spostata da un punto di vista puramente materiale, a un punto di vista energetico. Si è dato credito, attraverso esperimenti, all’esistenza di un ‘campo’ esterno alla nostra esistenza, cosa che un tempo era separato: Democratus, con il sistema materialista, ha avuto sempre la parte più importante nella scienza, mentre Socrate ha avuto importanza nella spiritualità.

Con questa scoperta, le due vie hanno trovato un punto d’incontro. Secondo queste scoperte, ciò che dà l’impulso al DNA di agire sulla nostra esistenza, non è un’attività fisica del corpo, ma è l’influenza dell’esterno.

Ciò che è energia e che ci circonda costantemente, così com’è parte dell’intero Universo, influenza il nostro DNA e di conseguenza tutte le cellule del nostro corpo.

Il mondo definito ‘vibrazionale’ è stato preso in considerazione dalla scienza moderna.

Le vibrazioni esterne influiscono sul nostro corpo e sulla nostra mente. Questa scoperta ha dato vita a una nuova branca della genetica ed è chiamata EPIGENETICA, ovvero, sopra la genetica.

Così, se prima al primo posto c’era il DNA, adesso c’è questa energia vibrazionale.

Questa scoperta sta apportando moltissime novità in campo curativo, ma rimane ai margini del suo utilizzo perché non esistono medicine vibrazionali, e quindi, le lobby della medicina, boicottano queste scoperte perché non si possono vendere prodotti.

Secondo alcuni scienziati, con questa conoscenza si può arrivare ad auto curarsi con la forza di volontà e con la conoscenza di come muovere queste energie.

Personalmente sono venuto a contatto con queste teorie attraverso il corso di EFT, Emotional Freedom Tecniques, dove ho preso il diploma di operatore. Sto operando, anche se non a tempo pieno, in questo campo, e sto avendo dei riscontri di guarigione che spesso sorprendono anche me.

Se scienza e spiritualità s’incontrano, il mondo ci guadagna.

Forse non ci guadagnano le lobby, ma le persone ne hanno un grande beneficio.

Nel corso La Coscienza del Sole, insegno anche tecniche di EFT che si possono fare da soli, e questo forse è il motivo principale per cui non si riesce a farne una fonte di guarigione importante: Una volta appreso, non hai più bisogno di me, e quindi non devi pagare per sempre. 🙂

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...forse avremmo fatto prima così.... :)

…forse avremmo fatto prima così…. 🙂

Mentre si preparano scatole e scatoloni, si selezionano oggetti da buttare. Spesso si accumulano montagne di cose inutili, mai utilizzate e mai utilizzabili. Ci riempiamo la casa di inutilità. Facciamo così anche con la nostra mente, accumuliamo montagne di cose inutili e ci portiamo dietro un inutile fardello. Preparate anche voi un grosso scatolone, buttateci dentro ogni cosa inutile, e vi sentire più leggeri. 🙂

I tre io


 

primavera_sardegna_cagliari_is_mortorius  http://spazio.libero.it/amnerisdgl1/

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Continuo ad annoiarvi con le mie riflessioni da meditante J.

Devo ammettere che alcune cose che scrivo, dipendono da quello che leggo nei vostri blog, dove vivo le vostre ‘avventure’, spesso piene di tristezza e perfino di depressione. Leggendovi apprendo e scopro che quanto ho sperimentato, e sto sperimentando, attraverso la meditazione, mi ha aiutato a crescere in maniera importante. Considerando questo come utile a chi mi legge e come utile a me stesso, emergono questi argomenti con naturalezza.

Quando pensiamo, quando la nostra mente è in agitazione, possiamo vedere alcune cose che hanno la forza di aiutarci a comprendere il nostro stato interiore e aiutarci da soli a uscire da situazioni stressanti. Il pensiero sorge continuamente, con un minuscolo attimo di pausa tra l’uno e l’altro. Osservano con un po’ di attenzione ci possiamo accorgere di alcuni fattori importanti. Il primo è che la mente sta creando pensieri, il secondo è che questi pensieri stanno riferendosi a qualcuno, il terzo è che al di sopra di questi due, c’è ancora qualcuno che osserva.

La nostra mente agisce sempre in questi tre campi. Il pensiero si forma e lo osserviamo dandogli attenzione. Quando cominciamo a renderci conto di questo, la mente si sente osservata. Quando la mente è osservata con attenzione, rallenta la produzione dei pensieri e diventano più chiari. Riusciamo a comprenderli anziché lasciare che ci creino confusione. Osservare il pensiero è uno dei principali insegnamenti che ci sono dati nel buddhismo, ma in generale fanno parte di tutte le meditazioni. L’osservazione calma la mente.

Nel secondo caso, c’è un ‘io’ che ascolta, analizza e decide il corso dei pensieri. Potremmo dire che è il nostro sé. Una specie di giudice interiore che decide cosa scegliere tra questi pensieri e che ci porterà a prendere decisioni. Il pensiero è sempre osservato da questa nostra ‘altra parte’. Il metodo per liberarsi dallo stress sta nel dare più attenzione a questo sé, a questa parte che osserva. E’ la parte di noi che sa quando qualcosa non è corretta. Sa quando stiamo per fare qualcosa che ci aiuterà o che ci danneggerà, è la parte che contiene la nostra etica. Non mente mai, ma possiamo far finta di non sentirla e continuare a vivere nel caos.

La terza parte sta sopra questi due eventi. È chiamato ‘testimone’. Non è posizionabile in un luogo della mente, ma la sua presenza è percettibile. E’ quella parte di noi più ampia, che comprende anche l’esterno del nostro corpo. E’ una ‘sensazione’, una presenza. Questa presenza osserva tutto ciò che avviene in noi e appare come fosse un alone che ci circonda. Non da giudizi, non forma pensieri. E’ la presenza della nostra esistenza, se volete, è l’aura della vita, l’energia vitale che sempre ci avvolge. Siamo più grandi di un ristretto cranio che protegge il nostro cervello.

Se l’attenzione è posta su questo terzo punto, i pensieri arrivano anche a cessare. Se ci concentriamo su questa sensazione che non ha forma fisica, l’attenzione si acuisce e i pensieri nascono liberi, rari, chiari e capaci di darci bellissime emozioni. Concentrarsi per pochi minuti su questo, ogni giorno, cambierà il nostro ciclo di pensieri stressanti, dandoci una sensazione di ampiezza che è la nostra reale natura.

Ego e paura


Il Nodo, simbolo dell'Infinto nel buddhismo -

Il Nodo, simbolo dell’Infinito nel buddhismo –

C’è un punto, nella nostra mente, che prova paura. E’ un punto sempre presente, ed è gestito dal nostro ego, dal nostro desiderio di essere sempre attivi e di avere sempre qualcosa da fare. L’ego ha necessità di avere sempre da fare, da dire, da consigliare. Il legame che ha composto con la nostra mente è così radicato, che il suo compito è di mantenerci sempre in uno stato di attività basato sul desiderio. Continuamente vogliamo riuscire, vogliamo essere all’altezza, vogliamo realizzare quel progetto, vogliamo possedere quella tale cosa, fossero anche sentimenti.

L’ego opera costantemente in questi campi, e tutti questi campi sono legati al passato. Desidero avere, perché adesso non ho. Voglio la laurea, voglio quell’uomo o quella donna, voglio una casa più grande, una macchina nuova, uno stipendio più alto. Voglio una famiglia felice e sana, voglio tot figli, voglio andare in quella città, in quel continente. L’ego ha a disposizione migliaia di desideri e ce li presenta secondo la situazione che stiamo vivendo, riuscendo così a tenerci sempre in uno stato di attenzione verso i desideri.

La più grande paura dell’ego è che tutto questo si fermi. La più grande paura dell’ego è che possa morire e non esistere più. Questo è uno dei pilastri o dighe, che ci impediscono di realizzare lo stato di serenità interiore. Gli insegnamenti in proposito sono numerosi, da San Paolo a San Francesco, dal Buddhismo, all’induismo, al Sufi, le più grandi filosofie e religioni del mondo hanno in sé questi insegnamenti. Ma benché siano insegnati da migliaia di anni, il nostro ego, riesce a nasconderli efficacemente.

Quando parlo di meditazione, in primis, parlo di silenzio mentale, e se avete provato qualche volta a meditare, sapete bene quanto sia difficile realizzare questo stato di silenzio. Questo silenzio, è visto dall’ego come la sua morte, e quindi tenta continuamente di rimanere in attività, proponendo pensieri di ogni genere, anche i più assurdi, pur di distogliervi da questo silenzio. Meditare diventa davvero difficile, per questo è necessaria la costanza.

La costanza scava con perseveranza nell’ego, e lo zittisce. Per comprendere quanto sia importante lo stato di silenzio mentale, è necessario che riusciate a realizzarlo almeno per una quindicina di secondi, ma deve avvenire senza costrizione. Cioè non dovete creare uno sforzo per bloccare i pensieri, perché in quel caso sta agendo l’ego, vi auto costringete a fare qualcosa. Deve accadere spontaneamente, come l’onda spinta dal vento sulla spiaggia.

In quel momento l’ego tace, e la vostra vera natura si apre a un infinito spazio interiore, che benché sia definito ‘vuoto’, è colmo di essenza vitale. Lo sentite, lo percepire, e v’immergete in questo stato che ha il sapore dell’infinito. Solo in questo stato si assapora l’essenza dell’esistenza e si percepisce l’unione con il tutto.

Calma e preghiera


meditazione

Tra i tantissimi metodi che esistono per trovare un po’ di calma mentale, quello più diffuso è sicuramente il respiro. Concentrandosi sul respiro si ottiene velocemente uno stato di calma mentale. Basta sedersi comodamente, con la schiena dritta, braccia e gambe rilassati, bocca chiusa, ed inspirare lentamente. Anche se siete agitati, provate a farlo.

Inspirate lentamente, trattenete due tre secondi, ed espirate lentamente. Fatelo per dieci respiri, e poi rilassatevi. La mente è calma. Per qualche istante i pensieri rallentano fin quasi al silenzio per poi  riprendere. Mantenere lo stato di silenzio è molto difficile. Così, molti che esercitano questo metodo, dopo pochi minuti, ritornano al caos, anche se con più tranquillità mentale. L’esercizio è utilissimo, ma rimane il fatto che nessuno ci dice cosa dobbiamo farne di questo silenzio.

Per chi lo esegue con lo scopo di rilassarsi, il tutto dura sicuramente troppo poco affinché se ne abbia un beneficio, mentre per chi pratica sistemi di meditazione legati a un Sentiero, sa sempre cosa fare dopo, perché la respirazione non è per cercare la calma, ma per innescare un processo che va oltre. Allora, chi esegue l’esercizio soltanto a scopo di calma mentale, una volta raggiunto questo stato di calma, deve rimanerci dentro, affinché abbia dei buoni risultati, e per rimanerci dentro è necessario fare alcune cose. Una molto semplice, è quella immaginare vivamente un fiore, che può essere una rosa, un fiore di loto, o comunque un fiore che vi piace molto. Lasciate lontani i pensieri e concentratevi sull’immaginare questo fiore come se lo vedeste con gli occhi. Cercate di vederne i colori, la rugiada, di sentire il venticello che lo avvolge, di percepire il suo profumo. Rendetelo vivido fin quando vi sembrerà di poterlo quasi cogliere. Fate che questo esercizio duri dieci, quindici minuti, e poi rilassatevi in questo silenzio, finché dura. Ne uscirete sereni e completamente trasformati di quando avete iniziato l’esercizio.

Un altro modo di sfruttare al meglio questo silenzio, che si ottiene con la respirazione, è quello di rilassarsi in questo silenzio, e concentrarsi su ciò che voi pensate che sia quello che è chiamato Dio, o Spirito, o Essenza. Cercate di concentrarvi su questa visione che avete del ‘tutto’, e quando vi sentirete a vostro agio, potete formare dei pensieri come forma di preghiera. Se ne avete qualcuna che vi piace, recitatela mentalmente, ma con sincera intensità. Portate il senso di queste parole ad un livello emotivo importante, e lasciatevi andare a questa preghiera. Ricordate però, che deve esserci sincerità, e che la preghiera non deve essere una richiesta puramente banale o del tutto materiale, dovrete integrare in essa la parte più spirituale di voi stessi.

Potete anche chiedere che qualcosa vada bene, ma non chiedete mai che qualcosa vada male per voi o per altri. Questo provoca karma negativo a livelli forti. In questo stato, voi non state parlando con un’entità che definite Dio o altro, ma state comunicando con la vostra parte più interiore. E’ il momento in cui siete più vicini a voi stessi. Ermete Trimegisto scriveva: Dio è una sfera il cui centro è ovunque, e la cui circonferenza non è in nessun luogo. – Quindi questo centro è ovunque, libero da ogni limite esterno.

Il centro siamo noi stessi e noi stessi siamo ovunque. La preghiera non è indirizzata a qualcuno, a un dio o altro, è dentro di noi e non deve andare da nessuna parte. Semplicemente, ci avviciniamo al centro di noi stessi, e in noi stessi si muovono le energie positive che ci aiutano. Cercare queste energie all’esterno di noi significa allontanarsi dal nostro stesso essere.

Stati particolari


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In sostanza, per la vita che facciamo, è chiaro che in noi qualcosa ci impedisce di essere nella nostra totalità. Qualcosa porta la mente a formare pensieri, e quindi azioni, che non ci soddisfano, o che ci portano a vivere situazioni di sofferenza di vario genere. La nostra intelligenza ci dice che queste cose non le vogliamo, che vorremmo vivere bene, sereni, pieni di capacità e sicuri di noi stessi. Ma non accade. C’è una specie di errore fondamentale nella nostra esistenza che spesso etichettiamo con termini come peccatori, malvagi, confusi, stressati e così via. Cerchiamo di etichettare perché se non riuscissimo a farlo, sarebbe una tragedia. Sorgerebbero domande ancora più spaventose, del tipo forse ho un  male incurabile. Eppure, il fatto stesso che ci spingiamo alla ricerca di felicità o di benessere, ci indica continuamente che c’è qualcosa di meglio per noi. Ma non lo vediamo. A volte capita che per qualche minuto o per qualche ora, viviamo in una situazione di perfetto equilibrio. Penso che sia capitato a tutti. E’ una dimensione dove tutto scorre con una semplicità luminosa, chiara e piacevole. E’ una specie di stato di grazia. Ci sentiamo perfettamente a nostro agio, sappiamo cosa dire e cosa fare. Ogni situazione si evolve con semplicità e accadono cose che fanno stare bene noi e gli altri che ci stanno attorno. Questa dimensione è la migliore che possiamo sperimentare con naturalezza. Alcuni la realizzano attraverso usi di stupefacenti o stimolanti di vario genere. Ma quando accade con naturalezza, il nostro stesso corpo, oltre che la mente, ne trae un grande beneficio. E’ come sentirsi puri senza bisogno di cercare purezza. E’ uno stato che si realizza quando lasciamo andare. Lasciare andare significa che ci ritiriamo in noi stessi e diventiamo soltanto ciò che in precedenza ho chiamato l’osservatore. Quest’osservatore non ha bisogno di limiti, sa già quali sono. Accetta la propria condizione e la libera completamente. Si entra in un flusso di energie in movimento che provengono dalla nostra stessa Natura. Questa Natura è parte del tutto, (che sia Dio, Buddha, Energia Primordiale, poco importa.) e questo tutto scorre in noi con una forza che non è arrestabile. Alimentarla per poterne godere per l’intera vita, è molto difficile, ma ci sono alcuni, tra i più grandi saggi della Terra, che sanno gestirla. Tutti questi Saggi dicono sempre la stessa cosa che non riusciamo a comprendere appieno: questa forza, questa energia, è dentro di te. Ma spesso la cerchiamo al di fuori. Quando ci riferiamo all’esterno, possiamo essere certi che non la troveremo. Ma è anche difficile trovarla in se stessi, perché si rivela solo nella profonda calma della nostra mente, e della nostra anima. La meditazione aiuta in questo, ma oggi è difficile capire quale sia questo tipo di meditazione, perché ci sono forse migliaia di tecniche ri-elaborate che non possono più dare il frutto per cui sono nate. Troppe modifiche ne hanno distorta la funzione, diventando un palliativo anti stress per auto convincersi che dopo starò meglio. In effetti, si ottiene un po’ di calma, ma non si va da nessuna parte. Per calmarsi, spesso, basterebbe una buona notte di sonno senza comodare la meditazione. La Coscienza del Sole 

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