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Offerta


 

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L’offerta è parte della storia dell’Uomo, ma è stata relegata a qualche festività che non ha più alcun senso, come poteva essere il Carnevale. Un’altra festività, dove ricordo si facevano offerte, era la notte dei morti. Si mettevano dei cibi sui davanzali e noi bambini non dovevamo toccarli. Oggi, se parli di cose del genere, rischi qualche denuncia per spreco di beni di prima necessità. J

Eppure, ho imparato a fare offerte proprio con il buddhismo, e non le trovo per niente arcaiche o superstiziose. Il dare, senza sapere chi prende, è un atto importante per la nostra stessa sanità mentale. Non possiamo dimenticare una cosa tanto importante. Possiamo dare qualcosa a un povero, possiamo dare vestiario alle associazioni, possiamo offrire anche il nostro tempo nel sociale, ma il dare, il semplice gesto di prendere un pezzetto di pane e darlo, non lo fa più nessuno o quasi.

E allora, vi propongo di farlo. Vi propongo di lasciare qualcosa a queste energie che ci circondano e di cui non siamo coscienti se non nei momenti più intensi della nostra esperienza di vita.

Lasciate un cucchiaio di minestra nel piatto, e non lavatelo subito. Lasciate un pezzetto di pane sul tavolo, o una fetta di un frutto, lasciate qualcosa a queste energie. Non morirete di fame per questo.

Immaginate di offrirlo per il bene di tutti gli esseri che hanno bisogno, oppure alle anime che non hanno trovato la via della luce e vagano sulla terra. Immaginate di offrirlo, e che sia abbondante, e che basti per tutti, moltiplicandosi come per magia.

Provate a dare senza chiedere nulla in cambio. Le energie che si libereranno non sono controllabili da voi, si muoveranno da sole. Fate questa ‘donazione’ anche pensando che nutrirete i ‘bambini’ di questi esseri, che cresceranno sereni. Non ha importanza che ci crediate veramente, ha importanza che l’atto sia fatto.

Non so se nutrirà veramente questi esseri, ma so che aiuterà noi stessi, e quindi stiamo agendo per il bene di tutti gli esseri, perché il bene fatto, si diffonde naturalmente ovunque.

A cosa serve fare tutto questo? Serve a metterci in armonia con energie che trascuriamo costantemente, energie che si possono liberare ed essere utilizzate per altri scopi, per il nostro benessere.

Capisco che possono apparire come cose antiquate o di superstizione, ma provate a farlo e cercate di sentire se dopo vi sentite meglio. Se vi fa bene, e non fa del male a nessuno, perché non farlo? J

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Cambiare vita, cambiare nome


Una elaboratissima torma buddhista

Una elaboratissima torma buddhista

Tra le tante informazioni che mi vengono dalle mie letture, ve ne sono alcune veramente curiose e per niente assurde, anzi, spesso mi aprono visioni nuove su come sono abituato a guardare alla realtà. Questa breve storia mi è molto piaciuta.

La madre di un maestro tibetano del buddhismo Bon, si era ammalata gravemente. Nessuno riusciva più a curarla, e benché fosse giovane, sembrava destinata a una morte precoce. Tra i Bon sono molto diffuse alcune pratiche di offerta agli ‘esseri invisibili’ che vivono nel nostro mondo. Sono esseri che nella nostra cultura sono chiamati gnomi, nani, spiritelli, oppure anche orchi o esseri ‘cattivi’ che fanno parte della nostra cultura, e spesso, sono confinati nella fantasia, pur non avendo alcuna prova che siano tali o che non lo siano. Oltre a questi esseri, ve ne sono alcuni che fanno parte della schiera dei demoni e degli dei, entità che per loro sono esistenti quanto la stessa aria che respirano.

Quando una persona si ammala gravemente, viene fatta una forma di farina d’orzo e acqua che rappresenta la persona malata. E’ chiamata torma.  Questa effige si pone su un tavolo, e attorno viene posto del cibo di vario genere, vari sapori, un indumento della persona, alcune monete. Tutto questo viene offerto a delle entità che si ritiene abbiano ‘preso’ la salute della persona. L’offerta è il pagamento di un riscatto, che non si paga con monete, ma con cibi energetici di cui queste entità hanno bisogno per vivere. L’effige viene appoggiata sui punti del corpo malato, intanto che si recitano delle preghiere, e si fa in modo che la persona sia attenta a dove si poggia quest’oggetto. Il prana, viaggia con il pensiero, quindi se la persona pensa al punto malato, il prana si dirige in quel punto, aiutando la guarigione. Una volta terminato il rito, si porta fuori l’effige e si butta in una particolare direzione, che è l’opposto astrale del proprio segno zodiacale.

A questo punto, la persona malata, ha dei segnali nei sogni che l’offerta è stata accettata, e la guarigione si manifesta.

Nel caso descritto, l’effige era stata fatta a grandezza naturale della persona, perché altri metodi non avevano dato risultato, così, assieme a tante cose, è stato offerto anche il suo nome.

La persona è guarita, ma avendo offerto anche il suo nome, ha dovuto cambiarlo. Si chiamava Drolma, mentre adesso si chiama Yesche Lhamo.

Nella nostra cultura, un tempo, si usava fare offerte di cibo agli spiriti, lasciando fuori dalla finestra qualche cosa da mangiare. Forse non in tutta Italia, ma dalle mie parti si usava farlo, credenti o non credenti, era un qualcosa che si ‘doveva fare’. Offrire qualcosa era ‘normale’, anche se non ci capiva a chi. Oggi, non riusciamo nemmeno a concepirlo un ‘dare’ in questi termini, e secondo me, è un peccato, perché anche se non vediamo oltre al nostro possibile, l’Universo ha una così vasta varietà di vita, che non possiamo chiuderci nel nostro piccolo mondo e affermare che nulla esiste oltre ciò che vediamo noi.

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