Stati particolari


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In sostanza, per la vita che facciamo, è chiaro che in noi qualcosa ci impedisce di essere nella nostra totalità. Qualcosa porta la mente a formare pensieri, e quindi azioni, che non ci soddisfano, o che ci portano a vivere situazioni di sofferenza di vario genere. La nostra intelligenza ci dice che queste cose non le vogliamo, che vorremmo vivere bene, sereni, pieni di capacità e sicuri di noi stessi. Ma non accade. C’è una specie di errore fondamentale nella nostra esistenza che spesso etichettiamo con termini come peccatori, malvagi, confusi, stressati e così via. Cerchiamo di etichettare perché se non riuscissimo a farlo, sarebbe una tragedia. Sorgerebbero domande ancora più spaventose, del tipo forse ho un  male incurabile. Eppure, il fatto stesso che ci spingiamo alla ricerca di felicità o di benessere, ci indica continuamente che c’è qualcosa di meglio per noi. Ma non lo vediamo. A volte capita che per qualche minuto o per qualche ora, viviamo in una situazione di perfetto equilibrio. Penso che sia capitato a tutti. E’ una dimensione dove tutto scorre con una semplicità luminosa, chiara e piacevole. E’ una specie di stato di grazia. Ci sentiamo perfettamente a nostro agio, sappiamo cosa dire e cosa fare. Ogni situazione si evolve con semplicità e accadono cose che fanno stare bene noi e gli altri che ci stanno attorno. Questa dimensione è la migliore che possiamo sperimentare con naturalezza. Alcuni la realizzano attraverso usi di stupefacenti o stimolanti di vario genere. Ma quando accade con naturalezza, il nostro stesso corpo, oltre che la mente, ne trae un grande beneficio. E’ come sentirsi puri senza bisogno di cercare purezza. E’ uno stato che si realizza quando lasciamo andare. Lasciare andare significa che ci ritiriamo in noi stessi e diventiamo soltanto ciò che in precedenza ho chiamato l’osservatore. Quest’osservatore non ha bisogno di limiti, sa già quali sono. Accetta la propria condizione e la libera completamente. Si entra in un flusso di energie in movimento che provengono dalla nostra stessa Natura. Questa Natura è parte del tutto, (che sia Dio, Buddha, Energia Primordiale, poco importa.) e questo tutto scorre in noi con una forza che non è arrestabile. Alimentarla per poterne godere per l’intera vita, è molto difficile, ma ci sono alcuni, tra i più grandi saggi della Terra, che sanno gestirla. Tutti questi Saggi dicono sempre la stessa cosa che non riusciamo a comprendere appieno: questa forza, questa energia, è dentro di te. Ma spesso la cerchiamo al di fuori. Quando ci riferiamo all’esterno, possiamo essere certi che non la troveremo. Ma è anche difficile trovarla in se stessi, perché si rivela solo nella profonda calma della nostra mente, e della nostra anima. La meditazione aiuta in questo, ma oggi è difficile capire quale sia questo tipo di meditazione, perché ci sono forse migliaia di tecniche ri-elaborate che non possono più dare il frutto per cui sono nate. Troppe modifiche ne hanno distorta la funzione, diventando un palliativo anti stress per auto convincersi che dopo starò meglio. In effetti, si ottiene un po’ di calma, ma non si va da nessuna parte. Per calmarsi, spesso, basterebbe una buona notte di sonno senza comodare la meditazione. La Coscienza del Sole 

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Cambiare abitudini


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Una delle molte possibilità che abbiamo per migliorare il nostro stato, è quello di cominciare ad eliminare gli ostacoli che ci impediscono di far fluire sia la conoscenza, che l’energia. Non siamo abituati a pensare al mondo ed alla nostra stessa vita in termini di energia, perché questo pensiero ci toglie un po’ della nostra acquisita solidità. Siamo abituati a sentirci sia qualcuno, che qualcosa. Ci definiamo in primo luogo, forti, o deboli, con un riferimento in primis al nostro fisico. Ci definiamo poi estroversi o introversi, in riferimento al nostro modo di percepirci. In entrambi i casi, riveliamo un’idea che ci siamo fatti di noi stessi. Sono dichiarazioni che abbiamo accettato, è il modo in cui siamo abituati a guardare a noi stessi. Può essere corretto o meno, ma è indubbio che non sempre siamo in questi modi predefiniti. Sappiamo di avere momenti di  debolezza fisica, e momenti in cui non siamo introversi. Questo chiarisce una cosa importante, cioè che non siamo sempre così. Si cambia, ci sono cambiamenti. A dettare questi cambiamenti siamo noi stessi, accettando flussi di energie diverse a seconda del bisogno immediato. Ci adeguiamo alle situazioni. Quindi il cambiamento avviene costantemente in noi, non è qualcosa di strano. Ed allora perché ci vediamo sempre allo stesso modo? Perché il flusso di energia che scorre in noi segue canali già tracciati. Un’abitudine che si ripete, forma nel nostro inconscio, una specie di percorso segnato, ed ogni volta che arriva uno stimolo a quell’azione, si ottiene sempre quel risultato. L’istinto, l’imput, lo scatto dell’energia che promuove l’istante, ripercorre sempre lo stesso sentiero. E’ un’abitudine. Difficilmente si fanno cose diverse quando si è incanalati in questi processi. Il modo di alzarsi, di fare colazione, di andare a letto, di atteggiarsi in un certo modo in ufficio o sul lavoro, sono tutti processi incanalati, abituali. L’abitudine ci porta all’esaurimento, non perché ci manchi l’energia, ma perché in questo modo la soffochiamo, non gli permettiamo di espandersi e di creare. Non possiamo essere ogni giorno diversi, cosa direbbero gli altri? Ma se vogliamo cambiare, se vogliamo eliminare qualche nostra abitudine che infondo, ci disturba. si può fare. In primo luogo è necessario utilizzare il nostro osservatore. Entrando in questa dimensione, diamo chiari e precisi ordini  alla nostra mente. E’ necessario dare proprio ordini, possibilmente a voce alta. ‘Da adesso in poi, farai ogni cosa per evitare di fare questo! Ogni volta che lo farai, dovrai rendertene conto, e trasformarlo in quest’altra cosa!’ – Ecco che quando proviamo a fare questo tipo di azione, ci sentiamo stupidi, o banali. Non siamo abituati a darci ordini. Eppure, se viene il capo e ci dice ‘smettila di fare questo!!’ eseguiamo l’ordine immediatamente. Il capo di noi stessi siamo noi, se ci diamo degli ordini in maniera efficace, li eseguiremo. Per funzionare bene, questa tecnica, richiede che quando si vuole eliminare una abitudine, si dia alla mente qualcosa di con cui sostituirla. Se volete sostituire ‘la mano nei capelli’, ad esempio, quando vi date l’ordine di non farlo, dovrete pensare a quanto belli ed ordinati rimangano i vostri capelli. Sostituite ciò che volete togliere con qualcosa che migliori la qualità della vostra vita. Fatelo con ordini precisi e secchi. Più l’abitudine è radicata, più tempo ci vorrà per sostituirla con la luminosità, ma si può fare.

L’osservatore


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Nella meditazione, c’è un punto focale, molto importante, che spesso sfugge all’attenzione, ma è un punto fondamentale, e sarebbe da chiarire fin da quando si inizia a meditare, o semplicemente a apprendere modi per rilassarsi in maniera veloce.

Questo punto è la visione del funzionamento della mente. Non si può operare su qualcosa che non si conosce, è necessario prima, sapere di cosa si tratta. Generalmente, la il nostro io, si definisce corpo, e sappiamo bene che io non sono il corpo. Si definisce mente, e sappiamo che non è solo mente, oppure si definisce pensiero o ciò che pensiamo, ed anche quì siamo fuori strada. Ciò che siamo ‘ l’insieme di queste cose. Vederci come un insieme, è piuttosto difficile, perché la mente tende a suddividere, a dare vita a molte parti, in modo che possa gestirle con facilità.

Il nostro ego non riesce a gestire grandi numeri, intesi come sè. Ma c’è un punto dove il nostro ego si ferma, dove non può intervenire, non perché troppo grande, ma perché troppo profondo. Questo punto è l’osservatore. L’osservatore, per capire di cosa si tratta, bisogno sperimentarlo.

E’ facile, lo si fa in pochi minuti. Se vi prendete dieci minuti del vostro tempo, e vi rilassate in un luogo dove non sarete disturbati, vedrete l’osservatore. L’osservatore risiede dietro i vostri pensieri. Generalmente sta un po’ più in alto, verso il centro della testa. Se provate a lasciare andare i pensieri, osservandoli senza intervenire, noterete che lì in alto, c’è una parte di voi che sta osservando. Più vi concentrerete, più noterete la sua presenza.

A seconda dei pensieri che avete, avrete l’impressione che quasi li gestisca, indirizzandoli in un verso  o in un altro. E’ una presenza che sembra non essere attaccata ai nostri desideri, ma agisce sotto il dominio di una legge universale, non condizionata. L’osservatore osserva i procedimenti mentali, non li giudica, da suggerimenti quasi impercettibili, ma aiuta moltissimo alla comprensione di quanto pensiamo. Provate a guardare in voi il vostro osservatore, provate a considerarlo come presenza importante, e dategli attenzione.

Vi accorgerete in breve tempo, che può darvi un aiuto incredibile nel risolvere i problemi della vita. Chiarezza mentale, niente stress, capacità comunicativa e serenità sono i frutti immediati di chi si siede accanto a questo osservatore. E’ la parte di noi che trascuriamo di più, perché il nostro ego non ha piacere a vedersi superato, ma state tranquilli, non soffrirà. Si renderà conto che anche lui può riposare un po’.

Provare per credere.

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