Rokia Traoré


Il suono di una voce, travalica spesso il senso delle parole.

Anche se non trovo traduzione a questo testo,

ciò che esprime è da cogliere intensamente.

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Grazie a tutti per gli auguri –


grazie

Grazie a tutti per gli auguri di buon compleanno!

E siamo arrivati a 58.

Spesi bene, spesi male?

Spesi.

Ho camminato su sentieri diversi, ho avuto le mie esperienze, ho colto le mie occasioni.

Forse ho saputo dare qualcosa, e questo lo dico perché so che c’è qualcuno che mi ama.

Forse ho danneggiato qualcuno, e me ne pento.

Ho camminato su sentieri diversi.

E non cerco più un fine.

Cammino accanto a voi, sfiorandovi con le mie parole, con le mie esperienze.

Spero di dare Amore.

Da voi ne ho tanto.

Grazie di cuore a tutti!

 

Il potere delle parole


solitudine1

Si dice che a volte basta una buona parola. Ma spesso non sappiamo dirla. Ci sono persone, oggi, che rinunciano alla vita perché qualcuno non da una risposta. Arroganza? Ignoranza? Superficialità? Crisi?

Non lo so. So solo che fa male al cuore.

Una paziente si risveglia dopo un intervento chirurgico nella sala postoperatoria dell’ospedale. Viene
visitata dal chirurgo che la informa dei risultati dell’intervento. Ancora intontita dall’anestesia, e
piuttosto ansiosa, chiede al chirurgo di informarla sull’esito dell’operazione. Questi risponde: “Temo di
avere delle cattive notizie. Il tumore che abbiamo rimosso era maligno”. Preparandosi al peggio, la
paziente chiede: “Che succederà adesso?” e il chirurgo risponde: “Beh, la buona notizia è che noi
abbiamo rimosso il tumore nel modo più completo possibile… Il resto dipende da lei”.

Spronata dal commento del chirurgo, “Il resto dipende da lei”, la paziente comincia una rivalutazione del suo stile di vita, e delle alternative possibili. Effettua alcuni cambiamenti nella dieta ed inizia a praticare metodicamente degli esercizi. Riflettendo su quanto sia stata stressante e poco gratificante la sua vita negli anni immediatamente precedenti l’intervento, intraprende un cammino di crescita personale,chiarificando le sue convinzioni, i suoi valori e lo scopo della sua vita. La sua salute ha una sensazionale ripresa e, anni dopo, è felice, libera dal cancro e in buona salute più di quanto non lo sia mai stata prima.

Poche parole cambiano in meglio il corso
della vita di qualcuno, sostituendo una convinzione limitante con una prospettiva più ricca, che offra
un numero maggiore di scelte. Sono esempi di come le parole giuste al momento giusto possono
creare effetti importanti e positivi. Sfortunatamente, le parole possono anche confonderci e limitarci
con la stessa facilità con cui possono renderci più capaci. Le parole sbagliate al momento sbagliato
possono rivelarsi dannose e possono ferire.

Robert Dilts

 

La mia ignoranza scolastica


ragazza-che-legge

A causa di una mia ignoranza scolastica, mi ritrovo spesso a scrivere per poi rileggermi, ed accorgermi che nel testo non ci sono parole appartenenti a quella che dovrebbe essere la cultura, intesa come formazione scolastica e quindi ‘superiore’. Penso sempre che chi mi legga mi capisce, perché non devo insegnare nuovi termini, ma far passare concetti che fanno parte più della mia esperienza che dei vocabolari. Ma da quanto mi capita di leggere, specie di alcuni autori italiani, definiti colti, mi accorgo di essere terribilmente incolto. Spesso, lo ammetto, devo andare a chiedere a Google cosa significa una tale parola letta in un testo, e se non è una parola che riguarda un qualcosa di tecnico, mi sorprendo della sua spiegazione, trovandone subito altre cinque con la quale sostituirla. Ed allora mi chiedo come mai abbia usato proprio quella parola per dire quella cosa. Così mi sovviene che alcune parole non sono espressione naturale di chi le scrive, ma sono ricercate con l’intento di dimostrare la propria cultura superiore. A quel punto, trovandone altre due o tre, smetto di leggere, leggendo tra le righe, che quel testo non è stato scritto ne per me, ne per quelli come me. Forse conteneva un messaggio importante che mi avrebbe aiutato a crescere, ma se la fatica di comprendere quello che leggo si eleva a fastidio, allora meglio che legga altro.  Non sto certo criticando la cultura, ma è che spesso, cose di questo genere, le leggo nei quotidiani, su qualcosa che dovrebbe essere stato scritto per essere compreso da tutti. Una persona di superiore cultura, è così superiore che sa leggere benissimo anche un testo semplice, mentre una persona di cultura inferiore, non capirà facilmente un testo complesso e con termini non di uso comune. Ammetto, ad esempio, che termini a me sconosciuti si affaccino in un poemetto, in una prosa, in una poesia, dove nel diletto di leggere, magari in rima, mi soffermo nel dare un senso ad una parola sconosciuta, ma nella lettura di un giornale o di un libro che vuole insegnare qualcosa, non ammetto sfoggi d termini da vocabolario. E mentre sto scrivendo questo testo, mi viene in mente di andare a controllare una cosa con google…. Ebbene, una veloce ricerca mi dice che il 15% degli italiani ha una laurea. Bene, penso che molti articoli, allora, siano scritti per questo 15%, perché l’85% degli italiani non li capisce.

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