Politica e religione


John McCain, Dalai Lama, Lindsey Graham

E’ sicuramente una riflessione che si fanno in molti, e senza mai trovare
un giusto equilibrio.
Penso che ci sia un errore di fondo, un errore storico, anzi pre-istorico,
sulla gestione della politica.
Infondo la politica cos’è?
E’ un delegare ad altri le proprie responsabilità. Un mettere qualcuno
in un posto che gestisca la nostra vita attraverso leggi, regole, imposizioni.
Ci è sempre stato insegnato che l’uomo, senza queste regole, senza leggi,
senza qualcuno che ci gestisca, vivrebbe nell’anarchia più assoluta, tanto
che è paragonabile al fascismo più bieco, e che in questo caso, il più forte
avrebbe sopraffatto in più debole.
Ma oggi, che cosa stiamo vivendo?
Tutte le società si sono impostate sull’ordine, sulle leggi, sulla paura.
Penso a pochi anni fa, quando i ‘movimenti’ studenteschi o gli operai
scendevano in piazza per protestare e lottare per i loro diritti
e mi chiedo dove siano oggi queste forze.
Sono scomparse. La paura, le leggi imposte, hanno eliminato la
possibilità di agire. Se pochi hanno ancora la forza di reagire, vengono
tacciati di estremismo, di distruttori della società e così via.
Ma qualcosa penso che cominci a essere compresa  da una
maggioranza di persone.
La coscienza che queste costruzioni politiche, questa lunghissima storia basata
su qualcuno che ci deve governare, si sta rivelando per quello che è,
cioè che i politicanti e i potenti non fanno altro che creare schiavi.
Legge, ordine, punizione, paura, restrizioni economiche, carcere e così via
non sono altro che mezzi per costringerci alla paura di chissà cosa
potrebbe accaderci.
Così la politica è solo un sistema di sopraffazione, lo è sempre stato, fin dalla
sua creazione. Perchè qualcuno dovrebbe essere più di me? Con che metro misuriamo questo?
In base a quanta pubblicità riesce a farsi. A quanti messaggi subliminali riesce a far passare.
E allora quella persona diventa intelligente, capace, per bene, così la votiamo
e decidiamo i nostri nuovi padroni.
Avviene in tutto il mondo e ci impongono anche che non esistono alternative.
Ma siamo certi che l’uomo libero per davvero, libero anche dai soldi, dall’economia
dal bisogno imposto dagli altri, vivrebbe davvero male?
Credo sempre che questo mondo è costruito da uomini per accrescere l’egoismo,
non per realizzare il la propria esistenza spirituale.
Quindi la politica, di qualsiasi parte, non è altro che il continuare a creare
questo sistema di produzione di paura, egoismi, falsità e così via.
Inoltre, oggi sapiamo che i poteri economici sono così concentrati
in poche mani che pensare di diventare liberi attraverso una economia
libera è pura illusione.
Il viaggio interiore, la spiritualità, può essere vissuta soltanto nella
propria interiorità.
Ed in tutto questo, si inserisce perfettamente anche la religione
costituita. Qualsiasi essa sia, senza distinzione. La religione costituita
non è altro che una forza politica di controllo, che gestisce le emozioni,
a differenza della politica che gestisce di più la parte amministrativa
economica.
Il risultato è la gestione delle nostre esistenze a seconda dei loro progetti di
dominio, ovvero creare sempre schiavi obbedienti, con tutti i mezzi
che riescono a scoprire.
Gli insegnamenti sono diventati trasmissione di tecniche, metodi,
spiegazioni, e la Trasmissione Orale tanto decantata, è diventata
un’esperienza difficilissima da ottenere. I pochi Lama veramente
in grado di dare questi insegnamenti, non trovano più discepoli degni.
Così lascio che i politicanti continuino a fare i loro giochi, in qualsiasi
parte del mondo, che le religioni continuiono a promettere
paradisi mirabolanti e mi concentro su quanto posso fare da solo
per cambiare le energie negative che invadono il mondo.
Penso che tutti abbiamo ormai capito che attraverso la meditazione
si possono fare grandi cose. Anche se siamo in pochi, facciamolo,
perché non esiste alternativa migliore a questa esistenza.
Buona meditazione a tutti!

😉

 

 

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Cambiare è possibile


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Appare veramente difficile accettare concetti di cambiamento. Spesso, il cambiamento, ci appare come una forzatura. Il nostro modo di vivere ci fa apparire le cose sotto una luce di sicurezza. Sappiamo comunemente ciò che dobbiamo fare il giorno dopo. Lo sappiamo così bene che non ci poniamo alcuna domanda. Ogni cosa accade come se tutto sia già stato preordinato, e se qualcosa non va come sempre, ci sentiamo a disagio. Ogni volta che viviamo qualche situazione insolita, diversa, la nostra mente si allerta e si mette in posizione di difesa che, spesso, diventa di attacco a quanto si presenta come cambiamento possibile. Anche se continuiamo a ripeterci di voler cambiare, perché così non andiamo da nessuna parte, il timore, o anche la paura, di questo cambiamento, ci crea disagio. Attraverso questo meccanismo mentale, utilizziamo il metro del giudizio, così, se qualcosa è diverso alla nostra impostazione, lo condanniamo subito, senza mai andare a cercare informazioni sul perché c’è qualcosa di diverso negli altri. Detto in termini popolari, ‘nasciamo imparati’. Accettiamo soltanto ciò che entra nei nostri meccanismi, che sono formati da concetti già digeriti. Se la novità non fa parte dei nostri meccanismi, non la accettiamo. Il diverso, quello che non è come noi, è un disturbo. La diversità rimane tale finché non si conosce. Quando decidiamo di approfondire un argomento che riguarda una diversità, scopriamo mondi incredibilmente profondi e vasti.  Ma dobbiamo muoverci in quella direzione, dobbiamo accettare di indagare, di leggere, di capire. Le differenze sessuali, di razza, di religione, di Nazione, sono accentuate soltanto dalla mancanza d’informazioni. Una volta che ci informiamo, che conosciamo, il diverso non è più tale. Si possono avere gradi diversi, sia spirituali sia economiche o sociali, diversità anche nel concepire l’esistenza, ma la conoscenza porta a vedere gli altri come esseri sullo stesso percorso: tutti cerchiamo la felicità. Allora, se c’è una differenza, dobbiamo cercarla nei nostri limiti alla conoscenza, non nel colore della pelle. Il cambiamento si ottiene soltanto nella conoscenza. In primo luogo, accettando i propri limiti. Non sappiamo tutto del mondo, né degli altri. Non sappiamo tutto nemmeno di noi stessi, altrimenti non avremmo bisogno di conoscenza. Per accettare il cambiamento è necessario partire da se stessi, dal conoscersi, dall’indagarsi, dal far emergere chiarezza nella nostra stessa mente. Se non ho alcuna chiarezza sul chi sono, non potrò mai avere chiaro chi sei. Diventiamo specchi, in cui gli altri si specchiano, e nello specchiarsi, se siamo limpidi, li possiamo vedere. Se vedi una persona attraverso questa chiarezza, puoi aiutarla e puoi essere aiutato, ma se entrambi si è oscurati da pregiudizi e confusione, vedremo pregiudizi e confusione.

La Coscienza del Sole

Limiti


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La Crescita Personale è un argomento che in qualche modo ci riguarda tutti, perché con queste parole si definiscono i bisogni di ognuno di noi. Crescere non ha alcuna connotazione di età, non crescono solo i bambini, ma crescono anche gli adulti e gli anziani. Crescita personale si riferisce a ciò che ognuno di noi fa per se stesso, per migliorarsi, per capirsi, per accettarsi. Nella letture, o negli esercizi di questa disciplina, ci sono tutti gli elementi necessari per mettere ordine nella nostra esistenza. Ma questo ordine non è riferito a qualcosa di sistemare, da spostare, di aggiustare. E’ riferito ad una profonda trasformazione del proprio modo di essere. Un cambiamento, un salto di paradigma, da ciò che siamo adesso, a ciò che costruiremo per essere diversi. Tutto ciò che siamo è una ‘costruzione’ ottenuta attraverso le esperienze che abbiamo vissuto fino adesso, gli insegnamenti, i libri letti, i film visti, i suggerimenti che abbiamo accettata di far entrare nella nostra esistenza. Siamo costruiti, però, senza una cosciente volontà da parte nostra. Ci siamo limitati ad accettare le cose che le persone a noi vicine ci hanno dato, specie i nostri genitori, i nostri parenti più vicini, gli amici dei nostri genitori che, comunque sia, hanno fatto del loro meglio e gli dobbiamo riconoscere la nostra gratitudine. Attraverso il vivere con queste persone, abbiamo incamerato quelle cose che ci sembravano più adeguate alla situazione che stavamo vivendo. Non abbiamo scelto con chiarezza quali di queste cose ci potessero aiutare a crescere o quali ci avrebbero impedito di essere liberi in diversi settori della nostra vita. A tutto questo si aggiunge la cultura imposta dalla religione o dalla politica, che accettiamo quasi sempre, specie da giovanissimi, senza alcuna capacità critica. A questo punto appare chiaro che siamo ciò che abbiamo appreso, ciò che in qualche modo, si amalgama alla base che abbiamo posto senza esserne coscienti. La Crescita Personale si pone l’obbiettivo di rivelare queste basi che ci impediscono di essere al meglio di noi stessi, attraverso esercizi che rivelano a noi stessi, e non ad altra persona, nemmeno a chi ti insegna come fare, come siamo realmente. Appreso questo, si rivelano con chiarezza quali sono le credenze che ci legano, e liberarsene, a questo punto, diventa soltanto un esercizio di intelligenza. Cambiare si può, essere migliori si può, liberarsi dagli impedimenti si può, ci vuole solo la tua capacità ed il tuo desiderio di scegliere di essere migliore. A questo, per esperienza personale, si aggiunge la meditazione, che è un potente mezzo per entrare nella propria mente e calmarla, in modo che i flussi dei pensieri non sommergano continuamente la nostra esistenza. Operare su se stessi rimane quindi il massimo che un essere umano possa fare. –  La Coscienza del Sole

Meditazione e Crescita


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La Crescita Personale è un argomento che in qualche modo ci riguarda tutti, perché con queste parole si definiscono i bisogni di ognuno di noi. Crescere non ha alcuna connotazione di età, non crescono solo i bambini, ma crescono anche gli adulti e gli anziani. Crescita personale si riferisce a ciò che ognuno di noi fa per se stesso, per migliorarsi, per capirsi, per accettarsi. Nella letture, o negli esercizi di questa disciplina, ci sono tutti gli elementi necessari per mettere ordine nella nostra esistenza. Ma questo ordine non è riferito a qualcosa di sistemare, da spostare, di aggiustare. E’ riferito ad una profonda trasformazione del proprio modo di essere. Un cambiamento, un salto di paradigma, da ciò che siamo adesso, a ciò che costruiremo per essere diversi. Tutto ciò che siamo è una ‘costruzione’ ottenuta attraverso le esperienze che abbiamo vissuto fino adesso, gli insegnamenti, i libri letti, i film visti, i suggerimenti che abbiamo accettata di far entrare nella nostra esistenza. Siamo costruiti, però, senza una cosciente volontà da parte nostra. Ci siamo limitati ad accettare le cose che le persone a noi vicine ci hanno dato, specie i nostri genitori, i nostri parenti più vicini, gli amici dei nostri genitori. Attraverso il vivere con queste persone, abbiamo incamerato quelle cose che ci sembravano più adeguate alla situazione che stavamo vivendo. Non abbiamo scelto con chiarezza quali di queste cose ci potessero aiutare a crescere o quali ci avrebbero impedito di essere liberi in diversi settori della nostra vita. A tutto questo si aggiunge la cultura imposta dalla religione o dalla politica, che accettiamo quasi sempre, specie da giovanissimi, senza alcuna capacità critica. A questo punto appare chiaro che siamo ciò che abbiamo appreso, ciò che in qualche modo, si amalgama alla base che abbiamo posto senza esserne coscienti. La Crescita Personale si pone l’obbiettivo di rivelare queste basi che ci impediscono di essere al meglio di noi stessi, attraverso esercizi che rivelano a noi stessi, e non ad altra persona, nemmeno a chi ti insegna come fare, come siamo realmente. Appreso questo, si rivelano con chiarezza quali sono le credenze che ci legano, e liberarsene, a questo punto, diventa soltanto un esercizio di intelligenza. Cambiare si può, essere migliori si può, liberarsi dagli impedimenti si può, ci vuole solo la tua capacità ed il tuo desiderio di scegliere di essere migliore. A questo, per esperienza personale, si aggiunge la meditazione, che è un potente mezzo per entrare nella propria mente e calmarla, in modo che i flussi dei pensieri non sommergano continuamente la nostra esistenza. Operare su se stessi rimane quindi il massimo che un essere umano possa fare. – 

La Coscienza del Sole –

sentieri


 

dalai lama

 

Non si può considerare un sentiero iniziatico alla stregua di una religione. Sono cose separate, seguono percorsi diversi e scopi diversi. Una religione crea icone da adorare e venerare, un via iniziatica crea icone che sono parte di se stessi. La preghiera, benché rimanga una forte liberazione emotiva, la si rivolge per ottenere qualcosa, che sia per se o per gli altri, poco importa, lo scopo è quello di ottenere qualcosa per qualcuno o anche per tutti gli esseri senzienti. Il silenzio dell’iniziato, invece, deve percorrere l’intera capacità interiore per esprimersi dall’altra parte di ciò che siamo.  Questo silenzio è ciò che l’iniziato esprime in un atto di potenza interiore, lasciato scorrere nello strato più sottile del proprio essere, senza essere più cosciente di essere tale. Questa è la preghiera che supera ogni ostacolo e viene ascoltata da chi ascolta. Ho letto preghiere veramente bellissime, oltre a quelle note in diverse religioni, ed alcune toccano veramente il cuore con fortissima emotività. Ma è, appunto, emotività. Nello scorrere dell’esperienza diretta di questa vastità, che definisco spirituale, perché non ho un termine più preciso, ciò che accade deve essere libero da ogni condizionamento, e per realizzare questo stato non basta realizzare il silenzio dello stato mentale. Si deve andare ancora più in profondità. Questa profondità è un’esperienza, o la si  fa direttamente, o non si capirà mai di cosa sto parlando. Va oltre le spiegazioni possibili, è proprio un’esperienza che quando tenti di spiegarla sai che non puoi farlo, ed allora taci. Il punto fondamentale rimane l’avere iniziazioni da maestri che hanno realizzato quanto stanno dando, solo attraverso la trasmissione diretta si possono aprire i canali necessari all’esperienza di quanto si pratica. Oggi accade che i maestri siano tantissimi, e che in ogni città, più o meno, arrivino grandi maestri. Ma raramente arrivano maestri che danno iniziazioni complete su pratiche di una certa importanza. Questo anche perché un maestro che ti da una certa iniziazione,  deve poi farsi carico di seguirti. Non può darti una iniziazione se poi non ti segue nel momento del bisogno. E’ necessario un contatto diretto e che abbia una certa costanza. Se noi vediamo il nostro maestro una volta all’anno, o ogni due anni, anche se riceviamo grandi insegnamenti, staremo a scervellarci per mesi e mesi su qualcosa che pensiamo sia corretto, mentre non lo è. Il maestro deve dare conferme e correzioni di rotta quando si entra in certe iniziazioni, ed è per questo che in Italia si hanno pochi iniziati di grande esperienza. Le difficoltà sono molte, e non tutti possiamo abbandonare tutto per vivere da monaci o in un monastero. Quindi, per quelli come me, è importante capire bene quanto appreso. Accettare consigli da meditanti più esperti, e quando possibile, stare con il maestro e tempestarlo di domande. J

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