• Visita il mio sito!

  • Annunci

Vuoto e Vacuità


galassia-neurone

Una delle parole che fanno parte di un comunicare diverso è ‘vuoto’. C’è sempre in noi, si dice, una marea di pensieri che non ci permettono di rilassarci, di trovare un attimo di respiro senza nulla pensare. Questa parola è causa di molte interpretazioni errate. Quando di qualcosa si dice ‘vuoto’ significa che non vi è nulla se non l’aria che la completa, se è parte di materia. Questa parola è associata a uno stato mentale. Si dice che la meditazione, per essere efficace, deve raggiungere lo stato di vuoto. Così, chi vuole sperimentare questo stato, lotta, anche se con calma, contro i pensieri, fino al punto di creare questo vuoto. Una volta realizzato lo stato, si rimane in assenza di pensieri, e si ottiene ciò che si stava cercando, cioè il vuoto. Nessun pensiero, nessuna sensazione, nessun disturbo, nessun movimento. In questo momento, si è diventati un pezzo di legno secco, caduto da un albero. Quindi lo scopo della meditazione è di diventare un pezzo di legno? Un’esortazione di un maestro a un discepolo recita proprio così: Lasciati andare come un pezzo di legno secco.

Ma la meditazione non è diventare un pezzo di legno, non è acquisire questo stato di vuoto. La traduzione corretta dello stato meditativo è ‘vacuità’.

La vacuità non è vuoto. E’ non-presenza. Non presenza di attenzione a ciò che accade nella mente. La vacuità è uno stato di leggerezza del contenitore dei pensieri. E’ uno stato d’indefinibilità dei processi mentali e degli attaccamenti che ne derivano. Che ci siano pensieri o meno non ha alcuna importanza. L’attenzione acuta che permette ai processi mentali di essere seguiti, è rilassata. Non c’è interesse a ciò che accade, si rimane in uno stato di vacuità dove vi è un flusso di vacuità. Non qualcosa che esiste o non esiste, non ha importanza. In questo stato si amplia la coscienza di sé. Avviene spontaneamente, perché abbiamo realizzato uno stato di calma mentale e di vacuità. Si dice che l’unione di vacuità e compassione, producano saggezza. Ma questa compassione non è da ricercare, deve emergere spontanea in questo stato. Non si chiede di essere buoni o di non esserlo. La vacuità permette il sorgere di compassione. Il vuoto permette il sorgere d’ignoranza. La differenza è difficile da percepire, ma finché non si percepisce questo stato, si continuerà a vagare nel vuoto.

Annunci

Respirazione


 

Vento

Il respiro è una di quelle cose che da millenni si consigliano per migliorare il proprio stato di salute e di serenità. E’ un consiglio dettato da una saggezza infinita, da parte di yogi e di saggi di tutto il mondo.

Ho provato a cercare qualcuno che consigliasse di non respirare, non lo fa nessuno. Quindi respirare, è importante, ce lo dicono i saggi. Se non si respira… si muore.

A pensarci è un’affermazione del tutto inutile, eppure ci sono migliaia di testi in proposito, e non solo nel mondo spirituale, ma anche in quello scientifico. Respirare è importante, o forse, essenziale per tutti.

Mi sono dedicato per qualche tempo a tecniche di respirazione di vario genere, cercando di capire cosa accadeva respirando in un certo modo, mettendo sotto pressione i polmoni con varie metodologie che dovevano dare risultati spiegati.

Effettivamente, a seconda di come si respira, si ha una certa condizione interiore ed anche esteriore. Il respiro profondo, aiuta molto per avere un’ossigenazione più completa in tutto il corpo. Una respirazione calma e lenta aiuta a rilassarsi. Una respirazione forzata e veloce, agita tutto il nostro essere.

Siamo influenzati dal come respiriamo, ma per lo più, non ci badiamo.

Il respiro alto e veloce ci crea tensione, ci porta stress e ci fa stare sempre con gli occhi spalancati in attesa che accada qualcosa di terribile. Ci mette in una condizione di attesa al disastro.

E non sono fandonie, accade davvero. Quindi credo sia necessario sapere come funziona. Così, se oggi voglio essere stressato, respirerò in un certo modo, se voglio essere nervoso teso, lo farò in un altro.

La respirazione più curiosa che ho fatto, è stata quella di calmare il respiro. Ho portato questa tecnica a livelli veramente profondi. Finché un giorno, mi sono accorto che non stavo più respirando per troppi secondi.

Non ho idea di cosa sia accaduto, ma è stato come se il respiro fosse andato in sospensione, e mi sono trovato in uno stato di … calma? .. Non saprei dirlo. Stavo bene?… Non saprei dirlo .. Andava bene così.

Ma il ricordo di un respiro, mi ha sottratto a quello stato, facendomi ritornare a prendere la mia parte di ossigeno e riportandomi in uno stato di calma sorpresa.

Alla fine la tecnica migliore è quella di non fare assolutamente niente. 🙂

Lascia andare


 

vento

Quando ci proponiamo di meditare, ci disponiamo a fare qualcosa. Questa disposizione mentale, ci porta a ragionamenti su ciò che dobbiamo fare per meditare. Dobbiamo accendere la candela o l’incenso, dobbiamo sistemare il cuscino, dobbiamo sistemarci in questa posizione e dobbiamo cominciare con il rilassarci. Stiamo facendo, non stiamo meditando. Dobbiamo concentrarci sul respiro, dobbiamo calmare la mente. E adesso che siamo calmi dobbiamo capire cosa c’è nella nostra mente, osservare con attenzione ogni cosa che accade, non dobbiamo attaccarci ai pensieri, dobbiamo stare attenti a non farci trascinare in discussioni inutili. Creiamo uno spazio interno pieno di attenzione e di osservazione, facciamo delle cose per ottenerne altre. Evitiamo con attenzione ogni distrazione e ci disponiamo ad una mente serena. Togliamo ogni intrusione e rimaniamo in questo silenzio ‘forzato’ evitando di percepire qualsiasi cosa perché sarebbe distrazione.

Non è proprio così che funziona la meditazione. Per questo è difficile spiegare cosa fare per meditare. Perché quello che è da fare si deve fare da sé. Il lasciare andare è forse la pratica più difficile per la nostra mente, perché non è in grado di lasciare andare. Lasciare andare significherebbe che non dovrebbe più essere il centro della nostra esistenza, significa che verrebbe messa da parte. La mente è il centro della nostra esistenza, senza la mente non siamo nulla, non esistiamo. Quindi perché tentiamo di annullarla? Perché facciamo delle cose per portarla all’estinzione? Sono errori di fondo che si fanno durante la meditazione, errori che portano la mente ad uno stato di calma, ma mai in profondità. Si rimane in uno stato di autocontrollo, si rimane sempre attivi nell’attenzionare ogni evento che accade nella nostra mente. Questo perché se dovessimo realizzare l’Illuminazione, vorremmo vederla. Altrimenti perché devo meditare? Se accade che veramente riesco a fare il grande salto, e non ho una mente per capire cosa sta accadendo, come faccio a sapere che sono un Illuminato? Questo è un vero ostacolo alla meditazione, il bisogno di avere sempre conferme che non siamo diventati un nulla. La prova che ci siamo ancora e che siamo in grado di gestirci. E’ una paura giustificata perché la mente ha bisogno di continue conferme per la sua esistenza. Non cede mai il passo ad esperienze che lei stessa non può gestire. Questo atteggiamento mentale, ci impedisce di avere esperienze profonde di meditazione e di rivelarci la nostra vera Natura.

Nel buddhismo Vajrayana si utilizza il metodo di lasciare andare. Lasciare andare. Lasciare andare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: