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Respirazione


 

Vento

Il respiro è una di quelle cose che da millenni si consigliano per migliorare il proprio stato di salute e di serenità. E’ un consiglio dettato da una saggezza infinita, da parte di yogi e di saggi di tutto il mondo.

Ho provato a cercare qualcuno che consigliasse di non respirare, non lo fa nessuno. Quindi respirare, è importante, ce lo dicono i saggi. Se non si respira… si muore.

A pensarci è un’affermazione del tutto inutile, eppure ci sono migliaia di testi in proposito, e non solo nel mondo spirituale, ma anche in quello scientifico. Respirare è importante, o forse, essenziale per tutti.

Mi sono dedicato per qualche tempo a tecniche di respirazione di vario genere, cercando di capire cosa accadeva respirando in un certo modo, mettendo sotto pressione i polmoni con varie metodologie che dovevano dare risultati spiegati.

Effettivamente, a seconda di come si respira, si ha una certa condizione interiore ed anche esteriore. Il respiro profondo, aiuta molto per avere un’ossigenazione più completa in tutto il corpo. Una respirazione calma e lenta aiuta a rilassarsi. Una respirazione forzata e veloce, agita tutto il nostro essere.

Siamo influenzati dal come respiriamo, ma per lo più, non ci badiamo.

Il respiro alto e veloce ci crea tensione, ci porta stress e ci fa stare sempre con gli occhi spalancati in attesa che accada qualcosa di terribile. Ci mette in una condizione di attesa al disastro.

E non sono fandonie, accade davvero. Quindi credo sia necessario sapere come funziona. Così, se oggi voglio essere stressato, respirerò in un certo modo, se voglio essere nervoso teso, lo farò in un altro.

La respirazione più curiosa che ho fatto, è stata quella di calmare il respiro. Ho portato questa tecnica a livelli veramente profondi. Finché un giorno, mi sono accorto che non stavo più respirando per troppi secondi.

Non ho idea di cosa sia accaduto, ma è stato come se il respiro fosse andato in sospensione, e mi sono trovato in uno stato di … calma? .. Non saprei dirlo. Stavo bene?… Non saprei dirlo .. Andava bene così.

Ma il ricordo di un respiro, mi ha sottratto a quello stato, facendomi ritornare a prendere la mia parte di ossigeno e riportandomi in uno stato di calma sorpresa.

Alla fine la tecnica migliore è quella di non fare assolutamente niente. 🙂

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Esperimenti di meditazione


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Vi sono diversi studi scientifici riguardo alla forza della meditazione, che per alcuni possono essere un aiuto a dedicarci un po’ del proprio tempo. Molti studi che affrontano argomenti particolari, sono, naturalmente, fatti negli USA. In uno di questi studi, fatto alcuni anni, fa durante la guerra in Libano, sono stati portati direttamente dagli States trenta persone che sono state addestrate alla meditazione. L’addestramento è avvenuto con esperti maestri che hanno anche indirizzato i meditanti a concentrare la loro energia verso la pace e la serenità. Queste trenta persone sono state portate nei territori di guerra, dove il giorno prima c’erano stati bombardamenti, e sorvegliati a distanza da militari, si sono seduti in meditazione contemporaneamente. Sul territorio, vi erano diversi osservatori, tra i quali medici e militari, che avevano il compito di rilevare ogni evento possibile. Oltre a questo, i comandi delle forze armate, erano state invitate a comunicare tutte le informazioni richieste. Un lavoro di precisione, anche perché parte dell’esperimento, era finanziato dalle forze armate americane. Le trenta persone hanno meditato per circa sei ore, con brevi interruzioni di uno o dell’altro, ma sempre con la maggior parte di loro in stato meditativo. I risultati sono stati, per loro, abbastanza sorprendenti, ma i maestri lo affermano da sempre.

Per circa dieci ore, quel giorno, si sono ridotte del 70% i bombardamenti. Non ci sono stati incidenti se non di lieve entità, e non vi è stato alcun morto.

Ma un esperimento, non basta ad averne una conferma. Lo stesso esperimento è stato fatto in una zona dell’Africa, dove la guerra impera da anni, e i risultati sono stati simili. Niente attacchi, niente morti per quasi il doppio del tempo che i meditanti erano in azione.

E poi, è stato deciso di farlo anche a New York, con quasi duecento meditanti. Anche qui, i risultati non sono mancati. Durante il giorno di meditazione, le rapine sono diminuite del 60%, e gli omicidi sono scesi dell’80%. Sono diminuiti gli incidenti di diversa natura e a molti intervistati è apparsa come ‘una buona giornata’.

Secondo questi studi, attraverso una formula matematica, si è stabilito che se solo otto milioni di persone fossero impegnati a ogni ora del giorno nella meditazione, in diverse parti del mondo, si conoscerebbe una nuova era di pace e serenità. Ma allo stesso tempo, personalmente, penso che si cercherà di evitare sempre che ciò avvenga, perché gli interessi dei ladri di energie faranno sempre di tutto affinché non accada.

Decisioni


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Durante il corso della vita, ci troviamo spesso a dover scegliere tra qualcosa da accettare e qualcosa da non accettare. Per alcuni capita così spesso che vivono una vita piena di dilemmi. La scelta di cosa fare, di cosa decidere, ci viene proposta costantemente dalla mente, ma spesso non abbiamo capacità sufficienti per prendere una netta decisione. A dirigerci, in genere, è una base costituita dal nostro modo di pensare, considerato più o meno perfetto, e quasi mai messo in  discussione. Il nostro falso sé, ci indica soluzioni veloci, immediate, priva di una attenta analisi di quanto stiamo per scegliere. La velocità è sempre richiesta dalla nostra mente, una persona che non sa decidere velocemente, rimane indietro. Eppure, questa, è una falsa concezione. Il problema è che non abbiamo un metodo per capire cosa sia meglio per sé e cosa non lo sia. Ci accorgiamo di aver preso una decisione sbagliata quando le cose cominciano ad andarci male. I grandi Saggi dei tempi, hanno sempre insistito su alcuni punti essenziali, uno di questi è la ricerca di una calma interiore che si esprime con chiarezza anche nei pensieri e nelle scelte. Ma trovare un metodo che ci porti a vivere con questo tipo di attenzione, ci viene difficile, non perché è difficile il metodo, ma perché il metodo è da apprendere. Abbiamo difficoltà ad apprendere, e quando pensiamo di aver appreso qualcosa, ne siamo contenti, tanto contenti, che dopo qualche ora, lo abbiamo dimenticato e stiamo già cercando altro. L’applicazione del metodo, sta nella sua ripetitività. La mente ha bisogno di sentirsi ripetere il metodo, perché essendo diverso da quanto fatto fino adesso, tende a ripetere i vecchi metodi. La ripetitività del metodo, scalza il vecchio per fare posto al nuovo. Ogni volta che ci troviamo a dover fare una scelta, è necessario osservare quale delle due alternative ci dia un senso di pace e di serenità, e una volta compreso questo, applicarlo costantemente per un lungo periodo. In questo modo, la mente si corregge ed in futuro, agirà con grande semplicità e senza agitazione. Oggi si parla tanto di accettare la sofferenza, di accettare il dolore, ma si commette un grosso errore, accettare non significa doverci vivere dentro, significa soltanto prenderne coscienza, ed agire per trasformarlo in qualcosa di utile. La pace, la serenità, si alimentano con la pace e con la serenità. La sofferenza deve essere solo uno stimolo a comprenderla per non ripeterla più, ne su se stessi, ne sugli altri.

Serenità buddhista


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Alcuni di noi, quelli che seguono il buddhismo da parecchio tempo, si trovano in questi periodi ad affrontare situazioni difficili a livello comunicativo. Abbiamo appreso molti insegnamenti riguardo alla calma mentale, la serenità, il modo di stare con gli altri, e la nostra mente è ormai abituata a guardare le cose in un altro modo. Non siamo diversi dagli altri, ma la nostra mente vede in maniera diversa. Credo che capiti anche a voi. Il periodo di crisi che si sta attraversando, sta diventando per molti, una sofferenza. Credo che molti di noi si trovino nelle stesse condizioni di altri, cioè nel dover rinunciare a qualche cosa perché i soldi non bastano più. Ma c’è una differenza di accettazione o di comprensione tra chi ha praticato il buddhismo chi non ha queste concezioni ben radicate nella mente e nel cuore. C’è una serenità e una chiarezza in più che ci aiuta. E’ anche vero che rimane comunque una forte accusa nei confronti di chi ci governa, perché gli errori, ormai lo sappiamo bene, non sono stati del popolo in se, ma di politiche sbagliate e truffaldine che però, fanno pagare a noi.  Accettare interiormente questa situazione, non vuol dire però, accettare in silenzio. E non vuol dire nemmeno che tutto debba essere lasciato andare. Significa che c’è più chiarezza, e gli interventi di chi ha questa coscienza, devono essere mirati e costanti. Internet ci permette questo. Ci permette di parlarne, di comunicare agli altri il nostro disagio, di far sentire la nostra voce attraverso i nostri scritti. Si pensa che non servano a niente, perché i politici non leggono le cose di internet, ma non ha alcuna importanza. Li leggono i nostri amici, i nostri lettori, e se ne fanno carico. Quando parlano poi con altri, trasmettono questa informazione, e si diffonde. E’ un modo diverso di fare informazione e di dare aiuto. Penso che negli ultimi anni, grazie proprio a internet, si sia diffusa una forte presa di coscienza su argomenti che un tempo erano per pochi. E tutto questo mi appare come una possibilità di diventare migliori. Persone che non sono giornalisti, come me, possono esprimere la loro opinione liberamente, e possono diffondere conoscenza. Si può addirittura scegliere chi leggere e chi no, perché le scelte sono davvero tantissime. Per questo v’invito a scrivere. Scrivere aiuta se stessi e gli altri. Scrivere e leggere aiuta il mondo a crescere sano.

Meditare in compagnia


 

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C’è una differenza tra uno yogi che pratica in solitudine, e quelli che praticano spesso in compagnia. Gli yogi non fanno pratiche tipo le sahadana, ma eseguono per lo più esercizi interiori, i praticanti in generale, praticano sadhana spesso in compagnia. Alcuni preferiscono praticare da soli, si sentono più concentrati, ed in un certo senso è vero, le pratiche in solitudine sono appaiono più attenzionate. Ma è anche vero che le pratiche assieme ad altri, hanno un valore superiore, specie per i principianti ma non solo. Non so se vi è capitato di partecipare a ritiri dove tutti assieme si eseguono delle sadhana. Quando si è in armonia con l’intero presente, con tutti i presenti, e con il maestro, accade che, se siete attenti, potreste avere una esperienza veramente notevole. Durante la recita della sahdana, specie nella recitazione dei mantra, si concentra un’area, al centro della sala, in alto, dove si percepisce l’essenza della pratica, come se fosse indirizzata in un punto ben preciso. Questo punto immaginario, prende corpo come se fosse qualcosa di reale, non lo si vede con gli occhi ma lo si può percepire chiaramente. L’esperienza che se ne ottiene, è una forte spinta ad entrare in meditazione, nel silenzio che segue il mantra. Se siete abbastanza attenti, potrete percepire la forza che scaturisce da questo punto come ‘costruita’ da tutti i presenti, e non solo dalla forza del Lama. Lasciandovi andare nella vostra silenziosa mente, avrete esperienze di meditazione profonda, tanto che spesso ne percepite la profondità soltanto finché ci siete ‘dentro’, poi, quando ritornate a comunicare con gli altri, può accadere di dimenticarvene, ma vi rimane un senso di profonda serenità che invade tutto il vostro essere. Così, la meditazione in gruppo, è capace di infondere un’energia che in altro modo non potreste sperimentare. La meditazione solitaria, si rifà invece a processi di ‘canali’, di ‘tigle’ di energie sottili, che richiedono proprio una concentrazione priva di distrazioni, e per questo non la si pratica in compagnia, perché in quei casi, anche un respiro non ‘corretto’ vi potrebbe distrarre da stati profondi che sono l’essenza da realizzare in quei casi. La meditazione, comunque sia, è di grande beneficio sia per i praticanti che per coloro che vogliono cercare un momento di serenità e di chiarezza mentale. E’ sempre qualcosa di utile, e fa un gran bene all’intero nostro essere, sia fisico che spirituale.

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